DISCERNERE

Uno sguardo profetico sugli eventi

Il Papa svela il segreto della felicità

All'Udienza generale Benedetto XVI parla di Santa Gertrude, impulsiva e innamorata del sapere, che scopre l'amicizia con Dio solo dopo quindici anni di vita monacale, e diventa felice con i suoi difetti

di Benedetta Frigerio

Il clima romano è estivo, perciò papa Benedetto XVI ha tenuto ancora l'udienza generale di ieri sotto il cielo terso di piazza san Pietro. Appare meno stanco rispetto alla scorsa settimana e parla grintoso. Questa volta di santa Gertrude la Grande, discepola di santa Matilde, descritta nella scorsa catechesi.

La donna entra nel monastero di Helfta a «cinque anni, nel 1261, come si usava spesso in quell'epoca, per la formazione e lo studio». Della sua famiglia non si sa nulla e il Signore stesso le svelerà perché: «Per questa ragione io l'ho allontanata da tutti i suoi parenti, perché nessuno l'amasse per ragione di consanguineità e io fossi il solo motivo dell'affetto che le si porta». Inoltre, a causa del suo carattere impulsivo, per cui «chiede scusa» e per cui «vi sono tratti del suo temperamento e difetti che l'accompagneranno fino alla fine», Dio le fa due doni: Gertrude ha orrore del male ed è naturalmente incline al bene. Altrimenti. scrive, «mi sarei comportata come una pagana» e ciò pur essendo educata dai «Tuoi amici più devoti».

Lei, che fino a vent'anni fu una delle studentesse più brillanti del monastero, che amava letteratura, musica, arte e canto profani, nel 1280 «inizia a sentire disgusto di tutto ciò, ne avverte la vanità... da quel momento la sua vita di comunione con il Signore si intensifica», spiega il Pontefice. «Perciò la sua biografia indica due direzioni... la conversione negli studi e nell'osservanza della vita monastica».

Essendosi dedicata, sottolinea il Papa, «con troppa avidità alla sapienza umana è ora condotta alla contemplazione di cui gusta la vera sapienza». Mentre alle «preghiere e penitenze della vita monastica ne aggiunge altre», arriva a una felicità tale che chiunque la incontri si sente di «essere alla presenza del Signore». Benedetto XVI ha poi sottolineato alcuni passaggi dei suoi scritti che ci mostrano «che il centro di una vita felice, di una vita vera, è l'amicizia con Gesù... che si impara nell'amore per la Sacra Scrittura, la liturgia e nella profonda fede per Maria».

Anche per questo salutando i pellegrini il Pontefice ha ricordato che «ottobre è il mese del Santo Rosario, che ci invita a valorizzare questa preghiera.... Invito voi, cari giovani, a fare del Rosario la vostra preghiera d'ogni giorno... voi, cari sposi novelli, a fare del Rosario una costante contemplazione dei misteri».


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