DISCERNERE

Uno sguardo profetico sugli eventi

I primi martiri in Laos saranno presto beati

Completato il processo istruttorio – nella diocesi di Nantes – di 15 missionari, sacerdoti e laici, morti “per la loro fede cristiana” tra il 1954 e il 1970. Fra questi vi sono cinque martiri laotiani, un prete e quattro laici. I documenti inviati alla Congregazione delle cause dei santi, per la dichiarazione ufficiale di beatificazione.

Vientiane (AsiaNews/EdA) – La diocesi di Nantes, in Francia, ha concluso in via ufficiale la prima tappa nel processo di beatificazione di 15 missionari, sacerdoti e laici, morti “per la loro fede cristiana” in Laos fra il 1954 e il 1970. Tra questi vi sono cinque Oblati di Maria Immacolata (Omi), cinque membri della Società per le Missioni estere di Parigi (Mep) e cinque laotiani, fra i quali un prete e quattro laici. P. Joseph Tiên e i suoi compagni, fra l’altro, sono i primi cristiani “autoctoni” per i quali è in corso la causa di beatificazione.
I primi passi nel cammino di evangelizzazione del Laos appartengono alla storia recente. I sacerdoti delle Missioni estere di Parigi (Mep), per primi, sono giunti nel piccolo Stato del Sud-est asiatico per annunciare il Vangelo alla fine del 1800. Negli anni ’30 del secolo scorso è stata la volta egli Oblati di Maria Immacolata. La missione in Laos, tuttavia, ha subito una brusca interruzione in seguito alla lotta interna per la conquista del potere e la sorgere della dittatura comunista.
P. Serge Leray, cancelliere della diocesi di Nantes, spiega che “la guerriglia voleva eliminare tutto ciò che era straniero e cristiano”. I missionari hanno scelto, come chiedeva loro la Santa Sede, di “rimanere nel Paese” malgrado le “terribili minacce” che incombevano su di loro. Questi servitori della Chiesa, aggiunge, hanno “donato la loro vita, assassinati o giustiziati”, oppure morti mentre venivano deportati nei campi di concentramento, come successo a p. Jean-Baptiste Malo.
Su richiesta della Conferenza episcopale del Laos, nel 2004 i missionari Omi hanno accettato di condurre la causa di beatificazione dei 15 martiri. Il processo è stato istituito presso la diocesi di Nantes, città natale di p. Malo, sacerdote Mep. Molte diocesi francesi hanno dato il loro contributo nella raccolta di testimonianze e materiale.
Il postulatore della causa, p. Roland Jacques – sacerdote Omi e vice-rettore dell’università di San Paolo a Ottawa – ha raccolto 748 documenti, molti dei quali sono lettere, e ha interrogato almeno 85 testimoni a Nantes e in Laos. Massima la discrezione usata dal postulatore nell’ascolto delle testimonianze nel Paese asiatico, dove i cristiani sono ancora oggi sottoposti a rigidi controlli dello Stato.
Il 27 febbraio scorso mons. Jean-Paul James, vescovo di Nantes, ha decretato la chiusura del processo istruttorio diocesano e ha posto i sigilli sulle 12 scatole. Gli oltre 5mila documenti verranno trasmessi a Roma alla Congregazione delle cause dei santi, ultima tappa prima della dichiarazione ufficiale di beatificazione.
Ai 15 martiri in Laos vanno aggiunti p. Mario Borzaga – missionario Omi – e il suo catecumeno di etnia hmong Paul Thoj Xyooj, il cui processo diocesano è stato istituito in Italia. Tuttavia, la Conferenza episcopale laotiana ha chiesto che questi ultimi vengano inseriti assieme agli altri 15, per formare un processo riunificato in seguito al quale i 17 martiri in Laos saranno dichiarati beati.