DISCERNERE

Uno sguardo profetico sugli eventi

La cantonata galattica di Hawking

Da mesi ormai non trovavo il tempo di scrivere un post, ma questa cavolata sparata dal noto fisico Stephen Hawking è un'occasione troppo ghiotta.

«La creazione spontanea è il motivo per cui c’è qualcosa e non il nulla, per cui l’Universo esiste, per cui noi esistiamo. Grazie alla legge di gravità, l’Universo può crearsi e si crea dal nulla. È inutile, perciò, chiamare in causa Dio per fargli toccare il cielo e fargli caricare la molla del meccanismo dell’Universo»

Fantastico, caro Stephen, ma... se prima dell'Universo c'era il "nulla", non ci poteva essere nemmeno la legge di gravità, e così pure tutte le altre leggi della fisica.

Quindi? Chi le ha "scritte" queste leggi?

Si sono auto-generate dal "nulla"? e come?

Mi sa che ha ragione l'astrofisico Piero Benvenuti:

«è vero che il pensiero scientifico può procedere indipendentemente dalla fede in un Dio creatore, ma quella di Hawking è un’evidente mossa commerciale. Le sue affermazioni non sono nuove, ma il suo vero obiettivo è sfruttare la visita del Papa in Gran Bretagna per guadagnare con le vendite del suo libro. E soprattutto, commette due errori imperdonabili da un punto di vista scientifico. In primo luogo, sostiene la possibilità di arrivare a conoscere ogni cosa grazie alla fisica, mentre è chiaro da tempo che il pensiero scientifico continua a progredire senza mai arrivare a un punto d’approdo definitivo. Inoltre, confonde la creazione dell’Universo con un evento spazio-temporale. E questa è una vera cantonata, perché come spiegava Einstein senza Universo non esiste neanche il tempo».

Ma merita una citazione anche un altro italiano, Massimo Robberto, astrofisico dello Space Telescope Science Institute di Baltimora:

"[...] Ci sono dei fisici, Hawking è uno dei campioni ma non l’unico, che spingendosi su questi terreni fanno cattiva fisica, perché dicono cose non testabili. Ma al contempo cattiva metafisica, cattiva filosofia. Contro la ragione. Perché che l’“essere” scaturisca da se stesso, o dal nulla... Ma il nulla come può produrre qualcosa? Questo produce nell’opinione pubblica l’immagine di una scienza radicale, scientista. Ed è un male per la scienza stessa. [...]
Cosa risponderebbe a Hawking?
Che quello che afferma non è provabile. E non essendo provabile, misurabile e negabile non appartiene alla fisica. È una affermazione che deriva da una visione, un atteggiamento culturale, una storia personale. Ma il fatto che venga detta da un fisico le dà una autorità che non ha. Cose di questo tipo sono speculazioni, idee. Non fanno parte dell’ambito scientifico. Il Physical Journal non pubblicherà mai una cosa del genere. Non è provabile, non è negabile. Non è nulla. Una rispettabile opinione. Nulla più."

Insomma, una pessima figura per la scienza. Cose che succedono quando gli scienziati si mettono a filosofeggiare senza averne i fondamenti.
Ma cosa non si fa per un po' di pubblicità quando si deve vendere un nuovo libro contenente idee vecchie...

Un'ultima "perla" di Hawking, che dimostra come stia parlando di cose che non capisce:

"C'è una fondamentale differenza tra la religione, che è basata sull'autorità, e la scienza, che è basata su osservazione e ragionamento"

Caro Stephen, la religione (quella cattolica per lo meno) non si basa sull'autorità, ma su un fatto, un avvenimento (la vita, la morte e la resurrezione di Gesù) e sull'esperienza che gli uomini hanno avuto di questo fatto direttamente e continuano ad avere tuttoggi grazie alla Chiesa. Chiunque è libero di aderire a questa esperienza e di riconoscere l'autorità della Chiesa in materia.
Quindi proprio un misto di "osservazione" (tanta) e di "ragionamento", ma non troppo, altrimenti si cade in errori "ideologici", proprio come ha fatto Hawking.
E questo mi ricorda un pensiero di la citazione di Alexis Carrel:

"Poca osservazione e molto ragionamento conducono all'errore. Molta osservazione e poco ragionamento conducono alla verità"


© Copyright http://gino.splinder.com/