DISCERNERE

Uno sguardo profetico sugli eventi

Della scienza e della “diceria di Dio”. breve estratto del discorso pronunciato ieri dal filosofo Robert Spaemann.

La creazione non è un evento nel quale
noi c’imbatteremo un giorno studiando
la storia del cosmo. “Creazione” definisce
la relazione che sussiste fra l’intero processo
cosmico e la sua origine extracosmica,
cioè la volontà divina. Che le cose stiano
in questo modo lo dice una antica diceria,
la diceria intorno a Dio. E’ singolare
però che gli uomini non sono mai stati assorbiti
nella sfera intramondana, fino al
punto da dimenticare questa diceria. Il loro
bisogno di comprendere non fu soddisfatto
da ciò che essi vedevano. Wittgenstein,
il padre della filosofia analitica moderna,
considera una “illusione della modernità”
quella per cui le leggi naturali ci
spiegherebbero il mondo, mentre in realtà
descrivono soltanto regolarità strutturali.
(…) Ma il progresso della scienza fa parte
delle ragioni che rimuovono la diceria intorno
a Dio. Questo si connette da una parte
alla dilatazione della sfera del fattibile,
che produce il sentimento ebbro e fantastico
dell’infinità, dall’altra alla rapidità
con cui il mutamento delle nostre relazioni
vitali cresce in modo esponenziale. In
tal modo la nostra attenzione si fissa sul
problema dell’adeguamento a questa
realtà in mutamento continuo tanto che
noi non ci possiamo più permettere la domanda
circa il fondamento e il senso del
tutto, dunque di ciò che sta fuori dalla caverna.
Questo non ha nulla a che fare con
le asserzioni concrete della scienza. Le
scienze non hanno formulato un solo serio
argomento contro la diceria intorno a Dio,
soltanto la cosiddetta visione scientifica
del mondo, lo scientismo, dunque ciò che
Wittgenstein ha definito superstizione della
modernità, ha tentato di fare questo. La
scienza moderna è ricerca di condizioni,
non si domanda che cosa è qualcosa e perché
è, ma quali sono le condizioni del suo
sorgere. L’essere, l’essere-se stesso tuttavia
è l’emancipazione dalle condizioni della
sua genesi. E l’incondizionato, dunque
Dio, per definitionem non può comparire
all’interno di una ricerca di condizioni intramondana.
L’alternativa non può suonare
così: spiegabilità scientifica del mondo
o fede in Dio, ma soltanto: rinuncia a comprendere
il mondo, rassegnazione della
ragione o fede in Dio. O Dio c’è – o l’autocomprensione
dell’uomo in quanto essere
di ragione, vale a dire in quanto persona,
è una illusione.