DISCERNERE

Uno sguardo profetico sugli eventi

Intervista con monsignor Rino Fisichella LE MISURE ANTI-PEDOFILI: PIU`SELEZIONE NEI SEMINARI

Eccellenza, in piena tempesta pedofilia c`è chi descrive il Papa come perso tra i suoi libri, ignaro, in preda a un`angoscia paralizzante...

«Ma figuriamoci! Papa Benedetto XVI è una persona chiara, netta, determinata ed estremamente lucida nella sua analisi. Una lucidità che lo porta, primo, a saper distinguere le cose e, secondo, a prendere i provvedimenti necessari...». L`arcivescovo Rino Fisichella, presidente della pontificia Accademia per la vita nonché consultore della Congregazione per la dottrina della fede, non è tipo da sopire o eludere. Tre anni fa, quando la Rai trasmise il documentario della Bbc «Sex, crimes and the Vatican», fu lui a metterci la faccia e andare in studio a rappresentare la Chiesa. L`anno scorso intervenne sulla vicenda d`una bimba brasiliana di 9 anni stuprata dal patrigno e rimasta incinta di due gemelli: pesava 30 chili, i medici la fecero abortire, e mentre il vescovo locale annunciava scomuniche lui ricordò che la piccola andava anzitutto «difesa e abbracciata con dolcezza», attirandosi strali integralisti. Ora premette: «A costo d`essere frainteso, come nel caso di quella bimba, sui casi di pedofilia voglio essere molto chiaro: io starò sempre dalla parte delle vittime. Sempre, e in ogni caso. Perché una simile violenza grida vendetta al cospetto di Dio».

Contro i pedofili, il Papa ha evocato le parole di Gesù, «sarebbe meglio per lui che gli mettessero al collo una mola e lo buttassero in mare»...

«Certo. Tra poco uscirà la lettera del Papa agli irlandesi e credo sarà un ulteriore esempio della sua voce chiara e decisa, senza alcuna dissimulazione. Ci fosse anche un solo caso in Europa, e ahimè non è così, sarebbe troppo. Questi fatti gettano ombre su tutta la Chiesa, soprattutto noi vescovi dobbiamo considerarli con la massima serietà: la tolleranza zero voluta da Benedetto XVI non è un optional, è un obbligo morale».

Parlava dei provvedimenti necessari. Ad esempio?

«Ora mi trovo negli Usa, per tre giorni sono stato in uno dei seminari più importanti del Paese e posso dire che dieci anni dalle vicende di abusi su minori non sono passati invano: considerato ciò che accade ora in Europa, l`esperienza americana può insegnare parecchio».

E cioè?

«Ho visto discernimento molto più attento nella selezione dei candidati, e un impegno nella formazione accademica e spirituale senza precedenti, 130 seminaristi che fanno pensare a una generazione nuova di sacerdoti seriamente impegnati».

Cos`è accaduto, prima?

«Paghiamo anni nei quali per diversi preti e religiosi è venuta meno l`identità sacerdotale: si è persa per strada la spiritualità. Almeno dagli Anni Sessanta si è diffusa una cultura che ritiene tutto sia ammissibile e ha compreso tutti, non solo la Chiesa».

E il celibato?

«Noi non siamo dei repressi: siamo persone che hanno fatto una scelta libera di dedizione e amore per la Chiesa e coloro che ci vengono affidati. I pochi che vi attentano creano un danno enorme alla stragrande maggioranza di preti che vive questa dimensione con gioia e serietà».

Non solo la Chiesa?

«Basta vedere le cronache, purtroppo. Se pensiamo che in Olanda c`è un partito che sostiene la pedofilia... Ognuno deve fare i conti in casa propria, ma qui c`è un fenomeno generalizzato e la società nel suo complesso è chiamata a risolverlo. L`essenziale è saper distinguere. Ed essere onesti».

In che senso?

«Coinvolgere il Papa e l`intera Chiesa è una violenza ulteriore e un segno di inciviltà. L`accanimento contro il pontefice, in particolare, è insensato: parlano per lui tutta la sua storia, la sua vita, i suoi scritti. Ciò che disse negli Usa, due anni fa, è stato di una chiarezza cristallina come ciò che dirà all`Irlanda».

E l`abolizione della prescrizione per i pedofili?

«Da mesi si stanno studiando queste cose: la Chiesa non agisce sotto pressione degli eventi ma per il bene di tutti».

C`è una «cultura del silenzio» in Italia?

«I rari casi che si sono verificati sono diventati pubblici. La nostra cultura mi sembra ci allontani da tutto ciò. E non penso né vedo che i vescovi in Italia vogliano usare il silenzio come nascondimento: piuttosto, bisogna avere il tempo di valutare per non rischiare di rovinare un innocente».

L`«accanimento» contro il Papa che effetto ha?

«Il Santo Padre non si fa intimorire. Proprio perché ha una visione profonda della vita e del servizio che deve rendere a tutta la Chiesa e al mondo, saprà ancora una volta farci compiere un balzo in avanti. Attentare all`autorità morale del pontefice e della Chiesa è una strategia tendenziosa che può creare un danno permanente alla società. Ma non ci riusciranno».



© Copyright Avvenire 15 marzo 2010