DISCERNERE

Uno sguardo profetico sugli eventi

Con un’intervista e un libro anche don Georg difende Benedetto XVI

Roma. Non è senza fatica che il Vaticano
cerca di rispondere alle accuse di insabbiamento
che diversi media rivolgono
al Papa per i casi di abusi su minori che
coinvolgono preti. Ieri a provocare ulteriori
polemiche soprattutto nel mondo gay è
stata un’uscita del cardinale Tarcisio Bertone
che dal Cile ha detto che “per molti
sociologi e psichiatri c’è una relazione tra
omosessualità e pedofilia”. Un tema scivoloso
tanto che già il Papa, volando verso
gli Stati Uniti il 15 aprile del 2008 e rispondendo
a una domanda sulla pedofilia nel
clero, l’aveva eluso: “Non voglio parlare
dell’omosessualità. Questo è un altro discorso”,
aveva detto. Non è facile difendere
il Papa per il Vaticano. Ogni giorno c’è
il rischio di nuove polemiche. Ieri, però, in
sua difesa si è registrato un intervento importante.
Per la prima volta in modo ufficiale,
è sceso in campo il suo segretario
particolare, il tedesco monsignor Georg
Gänswein. L’ha fatto in due modi. Con una
lunga intervista concessa a Bild, il giornale
tedesco schierato quotidianamente in
difesa del Papa. E con l’uscita di un libro
promosso ancora da Bild insieme alla Libreria
Editrice Vaticana sul quale è proprio
Gänswein a curare la pubblicazione
di oltre 200 immagini inerenti i primi cinque
anni di pontificato di Ratzinger: “Benedetto
XVI Urbi et Orbi” è il titolo del volume.
Gänswein è un segretario riservato,
meno influente nell’esercizio del potere
della chiesa di quanto non fosse il segretario
di Karol Wojtyla, monsignor Stanislaw
Dziwisz. Ma oggi il fuoco delle polemiche
contro il Papa è elevato ed è anche per
questo motivo che Gänswein ha accettato
di farsi intervistare e di curare il libro.
A Bild Gänswein ha detto una cosa chiara:
“Nessuno ha mai condannato con tanta
forza gli abusi come il Santo Padre e la
chiesa cattolica”. Secondo Gänswein fa bene
il Papa a rispondere col silenzio alle
molteplici accuse: “Le critiche costruttive
– ha detto – sono sempre giuste. Ma non
credo che in questo caso le critiche abbiano
avuto questo scopo”. Anche perché è
“inutile e insensato” che il Papa commenti
“personalmente” ogni caso di abusi sessuali,
poiché questo rientra nelle responsabilità
dei vescovi.
Il libro curato da Gänswein è importante
perché svela il vero volto del Papa tedesco.
A leggere le didascalie delle foto è
un’immagine di Ratzinger diversa da quella
che più media dipingono oggi. Nessuno
come Gänswein conosce i segreti del pontificato
ratzingeriano. Un pontificato, scrive
Gänswein, con caratteristiche precise:
“Il suo messaggio è tanto semplice quanto
profondo. La fede non è un problema da
risolvere, è un dono che va scoperto nuovamente.
La fede dona gioia e pienezza. La
fede ha un volto umano: Gesù Cristo. E anche
se tutte le telecamere sono puntate sul
Papa, non si tratta di lui. Il Santo Padre
non mette al centro se stesso, non annuncia
se stesso, ma Gesù Cristo”.
Don Georg scorre i cinque anni di pontificato
senza eludere nulla. Non tace, ad
esempio, delle polemiche che nel viaggio
in Germania suscitò la lectio tenuta a Ratisbona:
“Un passo del discorso sul profeta
Maometto estrapolato dal contesto –
scrive – in seguito causerà reazioni dure”.
Così circa la campagna mediatica che prese
avvio dalle frasi sull’Aids dette dal Papa
nell’aereo che lo portava in Camerun:
Georg risponde riportando integralmente
il ragionamento di Ratzinger così come
era stato espresso nella conversazione con
i giornalisti durante il volo. E commenta:
“Al Papa sta a cuore che oggi, più che in
passato, gli africani abbiano la possibilità
di disporre del loro destino”.

Paolo Rodari

© Copyright Il Foglio 14 aprile 2010