DISCERNERE

Uno sguardo profetico sugli eventi

Scandalo pedofilia. Apriamo gli occhi fino in fondo

Nella luce della Pasqua appena celebrata, con gli occhi ancora fissi al sepolcro vuoto, vorrei dire una parola sulla tristissima questione dei preti pedofili. Non è un mistero per nessun uomo di buona volontà e di discreta cultura che il problema della pedofilia è più esteso di quanto si possa ingenuamente credere. Adulti che provano interesse sessuale per i bambini ci sono sempre stati, anche quando si faceva finta di non vedere. I tempi cambiano e con essi cambiano le sensibilità e gli interessi della società. Ciò che un tempo appariva nobile e necessario – pensate al duello – oggi provoca orrore. Viceversa, ciò che faceva morire di vergogna una famiglia borghese – una figliola che passasse fuori casa la notte con un amico – non è considerato più un problema.

È cambiata, grazie a Dio, anche la sensibilità nei confronti dei bambini. Bambini costretti nel passato a lavorare nella campagne come adulti; bambini cui veniva negato il diritto allo studio; bambini costretti a subire le violenze fisiche di tanti padri-padroni, ci fanno inorridire.
Che tanti piccoli dovessero sottostare anche alle voglie di qualche adulto, a volte si sapeva e si taceva. Dalle nostre parti c’erano dei cinema a luci rosse formalmente vietati ai minori.

Formalmente, perché i minori, fonte di guadagno, in quei luoghi entravano e uscivano a piacimento. In tanti di questi luoghi si aggiravano loschi figuri, alla ricerca di avventure, che non si preoccupavano di chiedere l’età ai ragazzini di periferia. Venivano da fuori, si aggiravano nel buio della sala, alla ricerca della preda da attirare offrendo poche lire. Le mamme consigliavano ai figli di evitare quei luoghi e i figli evitavano i consigli delle mamme.

Le vittime della pedofilia sono molte più di quanto si vorrebbe fare credere. Nel clima di libertà sessuale e banalizzazione del sesso, il pedofilo è rimasto l’unica persona contro cui ci si può scagliare senza il pericolo di sbagliare il tiro. La domanda è d’obbligo: chi è costui? Un malato da curare, un vizioso da rinchiudere?

La società civile con questi fratelli orchi, presenti in tutti i tempi e in tutti i luoghi, che hanno fatto scempio di innocenti, quanto investe per tentare di capire che cosa possa mai scattare nelle loro menti insane? Le mani bagnate di Pilato dovrebbero togliere un po’ di serenità a tutti. Deve essere terribile la frenesia, la passione, il malessere, il vizio di queste persone se, nonostante i mille pericoli e le condanne cui vanno incontro, continuano a usare internet per i loro traffici. Impressiona la quantità di immagini e di video pedo-porno che si scambiano. È come se non fossero mai sazi, sempre ansiosi di raggiungere un fondo che non arriva mai. Sembrano eterni e feroci bambini che sentono il bisogno di giocare, a loro modo, con bimbi veramente tali.

Prendiamo atto che di questi delitti si sono macchiati anche nostri confratelli. Il senso di dolore e di vergogna è immenso come il cielo. Dolore per le vittime e anche per loro, che portano dentro un dramma che nessuno è disposto a comprendere e a perdonare. Preti pedofili? Parlerei, piuttosto, di pedofili diventati preti, perché non sono disposto a credere che l’attrazione insana sia cominciata in costoro con la promessa del celibato. Chi nei minori ha sempre visto oggetti di desiderio, potrebbe diventare manovale o scienziato, industriale o prete, i suoi gusti sessuali non ne risentirebbero.
Attenzione, nel gridare all’untore si esce fuori pista. Qualcuno si è chiesto se si possono ancora mandare i figli all’oratorio. Con la stessa serietà si chieda se li può mandare a scuola, in piscina o in palestra. Ma anche – e il cuore impazzisce di dolore – se può lasciarli con i parenti a casa.
Il problema è enorme.

È bastato soperchiare la cloaca per essere sommersi da un tanfo puzzolente. Prendiamone atto senza tentare scorciatoie. Chi sbaglia paghi, e venga chiamato con il suo nome e il suo cognome. Intanto si faccia di tutto perché ai bambini sia concesso di essere bambini e nelle persone affette da pedofilia rinasca la speranza di poter guarire.

Maurizio Patriciello


© Copyright Avvenire 7 aprile 2010