DISCERNERE

Uno sguardo profetico sugli eventi

La richiesta di vescovi e religiosi olandesi sui casi di presunti abusi su minori Un'inchiesta ampia e indipendente

L'Aja, 10. Un'inchiesta "esterna, ampia e indipendente" con l'obiettivo di fare piena luce su possibili abusi compiuti su minori all'interno dei collegi religiosi nei Paesi Bassi da persone con responsabilità nella Chiesa. A chiederla sono la Conferenza dei religiosi olandesi, che riunisce i superiori maggiori di tutti gli ordini monastici e degli istituti religiosi, e la Conferenza episcopale olandese che ieri s'è riunita a Zeist, nei pressi di Utrecht. "L'inchiesta sarà avviata il primo possibile", ha assicurato Will van de Ven, portavoce della Conferenza degli istituti religiosi.
Per i presuli quello degli abusi è una "scoperta dolorosa" e un "peccato" tanto più grave perché compiuto da sacerdoti e da religiosi che avevano come compito quello di educare i giovani.
"Ogni forma di abuso sessuale deve essere condannato con forza, in quanto è in contrasto con il Vangelo e con la dignità della persona", si legge in un comunicato congiunto diffuso ieri sera e nel quale si constata di "dover confessare che nell'ultima metà del secolo scorso è venuta a mancare la cura attenta di bambini e giovani da parte di un certo numero di sacerdoti e di religiosi".
I racconti degli abusi sessuali venuti alla luce negli ultimi giorni e amplificati dai mezzi di comunicazione sociale hanno "profondamente colpito" i vescovi olandesi, come anche i responsabili della conferenza dei religiosi, i quali esprimono "compassione vera e rispetto, soprattutto verso i più piccoli in mezzo a noi".
Finora i casi accertati nei Paesi Bassi sono tre e risalgono al periodo tra il 1950 e il 1970. Ma dopo le prime denunce di abusi sessuali avvenuti in un istituto salesiano di 's-Heerenberg, i media olandesi hanno segnalato centinaia di nuovi casi di violenze. Circa duecento sono le denunce giunte finora all'organizzazione cattolica "Hulp en Recht" che si occupa d'aiutare le vittime degli abusi. Il portavoce dell'organizzazione, Jan Waaijer, ha detto d'essere rimasto sconvolto dalla quantità di denunce arrivate dalla fine di febbraio, quando i quotidiani hanno cominciato a riportare le prime notizie degli abusi.
"A coloro che sono stati vittime di abusi nei collegi religiosi" i vescovi olandesi chiedono pubblicamente scusa, mettendo anche in rilievo "il grande bisogno delle vittime di essere ascoltate e di trovare così riconoscimento" di quanto accaduto. "Questa - viene sottolineato nel comunicato - è la prima responsabilità delle singole diocesi, degli ordini e delle congregazioni religiose. È perciò auspicabile che le vittime si mettano in contatto velocemente con i responsabili dei rispettivi ordini, congregazioni e diocesi".
La linea della massima trasparenza e della collaborazione con le istituzioni viene seguita dalla Chiesa anche in Austria, dove negli ultimi giorni la stampa locale ha riportato i casi di presunti abusi sessuali che si sarebbero verificati in due istituti religiosi negli anni Settanta e Ottanta del secolo scorso.


(©L'Osservatore Romano - 11 marzo 2010)