DISCERNERE

Uno sguardo profetico sugli eventi

I farisei salutisti che sostengono l'aborto... L'incoerenza del divieto di fumo alle donne incinte

di Sabrina Pietrangeli Paluzzi
La notizia è uscita durante l’estate: “Multa a chi fuma in gravidanza: i medici lanciano un appello per modificare l’attuale legge affinché vengano sanzionate le donne in stato interessante 'beccate' con la sigaretta in bocca. Perché anche il feto va salvaguardato e difeso. Il feto non è un fumatore, e come prevede la legge, va tutelato”.

Belle parole. Soprattutto la classica zappa sui piedi, inconsapevolmente datasi dagli stessi medici che quel feto, portatore di diritti, sopprimono o inviano i genitori a sopprimere, quando è portatore di malattie, a volte anche curabili e risolvibili prima o dopo la nascita. Una zappa sui piedi, perché già il riconoscere quel feto “portatore di diritti”, mette alcuni operatori nella condizione di essere accusati di violare i diritti di quello stesso feto, quando anziché essere normale può presentare qualche problema che, guarda caso, non lo rende più portatore di diritti e viene quindi soppresso con l’aborto cosiddetto “terapeutico”.
Allora, quella stessa madre può non solo intossicarlo di nicotina e altro, ma addirittura ucciderlo con quella sorta di
eutanasia prenatale che si chiama aborto, e con il placet degli stessi medici e – ahinoi - della Legge Italiana.
Ipocrisia dei nostri giorni, per l’appunto. Le scorse settimane si è alzato un enorme polverone per via di una mamma che ha praticato interruzione di gravidanza su un bambino presumibilmente malato (risultato poi sano), alla 26° settimana di gravidanza, quando il limite preposto dalla legge per l’interruzione in caso di malformazioni è di 22 settimane. Sotto inchiesta sia il medico che ha praticato l’intervento, sia la mamma stessa...
In una intervista per un TG, fatta alla sottoscritta, è stato riportato meno della metà di quanto avevo detto, però non riesco a tenerlo per me, quindi lo scrivo qui: “dov’è lo scandalo? Cosa cambia tra 22 e 26 settimane? È stato ucciso un bambino! È questo che rende perseguibili le persone, non il numero delle settimane, quello è irrilevante... Quale legge può decidere quando “qualcosa” diventa “qualcuno”? Quel bambino era
qualcuno dal momento in cui era stato pensato dai suoi genitori e concepito! Perché se a 26 settimane è portatore di diritti, lo è anche prima di 12 settimane, quelle entro cui, per legge, è possibile praticare interruzione volontaria della gravidanza su bambini anche sanissimi. E se sono perseguibili medici e madri che praticano aborto a 26 settimane, perché non quelli che lo praticano entro le 12? Perché la Legge lo permette… ecco l’eccellente ipocrisia.
Una legge che mi dà il permesso di compiere un omicidio volontario o premeditato su di un “feto portatore di diritti”… Ma mi perseguita se fumo incinta. Eppure mi permette di fumare e persino di usare bisturi e aspiratore se questo figlio non lo voglio, oppure mi permette di “sfrattarlo” con un parto provocato a scopo eliminativo, lasciando morire un bambino su un tavolo di acciaio, se malato, purché entro le 22 settimane. E per tutelarlo meglio, vuole come testimoni un rianimatore perché se non muore da solo, entro 20 minuti, ritorna ad essere portatore di diritti, e va obbligatoriamente rianimato. E la madre diventa portatrice del diritto a denunciare il medico che l’ha costretta a fare la madre di un bambino malato. E il
portatore di diritti, il bambino mercificato sulla base del mostruoso egoismo imperante, cosa ne penserà di tutto ciò?
Signori, svegliamoci dal sonno. O questi figli sacrificati sull’altare della falsità sono portatori di diritti, oppure non lo sono. Ma smettiamola di dipingerci di bianco.


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