DISCERNERE

Uno sguardo profetico sugli eventi

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In diocesi: Sette diaconi del Seminario Redemptoris Mater di Roma per la sfida missionaria


Nella basilica di San Giovanni in Laterano l'ordinazione di seminaristi del Redemptoris Mater, presieduta dal cardinale Agostino Vallini di Marta Rovagna

I frutti del carisma del Cammino neocatecumenalesono tangibili nelle vocazioni, molte, che fioriscono ogni anno: domenica sera (31 ottobre) sono sette i seminaristi del Redemptoris Mater che sono stati ordinati diaconi dal cardinale vicario Agostino Vallini. I giovani, che hanno dai 30 ai 37 anni, si sono formati presso il seminario neocatecumenale di Roma e presso quello di Goma, nella regione del Kivu, nella Repubblica Democratica del Congo. Per tutti, dopo gli anni di studio, un periodo di vita come itineranti: un’esperienza di almeno un anno di evangelizzazione in missione, a sostegno di un sacerdote, di laiche consacrate o di famiglie.

«I seminari Redemptoris Mater nascono a supporto della missio ad gentes, voluta da Giovanni Paolo II - spiega monsignor Claudiano Strazzari, rettore del seminario - e in questo contesto la formazione dei seminaristi lascia ampio spazio anche all’educazione missionaria». I luoghi di missione sono i più diversi, «da luoghi lontani, ancora pagani - sottolinea don Claudiano - a luoghi scristianizzati, come in Europa centrale e orientale».

Per i seminaristi questa è un’occasione seria e importante di incontrarsi e scontrarsi con la povertà e con la Provvidenza di Dio. A raccontarlo è Jacob, uno dei sette nuovi diaconi, che si è formato al Redemptoris Mater di Goma e che è andato come itinerante nel Sud del Congo: «È stata un’esperienza molto forte - racconta il seminarista madrileno - sono stato in Katanga, una regione molto povera con una famiglia in missione, abbiamo evangelizzato e vissuto giorno dopo giorno sperimentando una grandissima povertà e precarietà. All’inizio questa condizione, che si vive anche a Goma, mi spaventava: troppe differenze, dal colore di pelle, di cultura, di razza. Tanta povertà e questo essere guardato continuamente come "bianco". Pensavo di non farcela e avevo davvero paura. Ma in questa dimensione - ricorda Jacob - ho incontrato il Signore, molto da vicino. Sono ancora lì perché è lì che Dio mi è apparso come segno vivente». Accettare questa sfida per il seminarista spagnolo è stato aprirsi a una vita diversa e piena: «Studiare in Congo mi ha anche aiutato a riconciliarmi con la mia famiglia e con la mia storia: ero molto irrequieto quando sono entrato in seminario a 20 anni; ora, a quasi 30, sono grato a Dio di tutti i doni che mi ha fatto».

Non tutti i sacerdoti formati nei Redemptoris Mater partiranno per la missione: «Sarà il cardinale Vallini a scegliere la loro destinazione chiaramente - sottolinea don Claudiano - quasi tutti vivono infatti la loro prima esperienza di presbiterio incardinati nelle parrocchie romane. Nella Capitale, per coloro che sono già diventati sacerdoti, il Redemptoris Mater continua a offrire, accanto alla formazione permanente della diocesi, anche una formazione per coloro che hanno studiato e vissuto con noi da seminaristi». Un modo per condividere, respirare e rafforzare il proprio carisma, «quello suscitato dallo Spirito Santo - ricorda il rettore del seminario - nella Chiesa attraverso il Cammino neocatecumenale, un percorso di riscoperta del proprio battesimo che porta alla nascita e al fiorire di tante vocazioni» e che confluiscono nei vari seminari neocatecumenali, 78 in tutto il mondo.

L’esperienza di Paolo, romano di Tor Sapienza, è diversa: «Mi sono laureato in statistica - racconta il seminarista, oggi quasi 37enne - e ho iniziato a lavorare, con una carriera promettente per la quale mi spendevo tanto. Poi ho sperimentato la misericordia di Dio, il Signore ha lavorato dentro di me lentamente. Un giorno, mentre mi trovavo a Milano per lavoro ho iniziato a leggere "Le Confessioni" di Sant’Agostino, e ho cominciato a pensare a una vita diversa». Il percorso, lungo otto anni, non è stato facile: «Ogni anno scegliere di continuare il seminario è stato un combattimento - spiega Paolo - pian piano diversi amici sono usciti, si sono sposati e hanno avuto figli, io rimanevo, mi sembrava che non fosse la strada per me ma sentivo che il Signore mi chiamava a restare, giorno dopo giorno». Per Paolo, itinerante in Costa Rica e in Israele, la cosa più bella di questo percorso di formazione che si sta per concludere è un’opportunità unica da poter cogliere: «Quella di portare Gesù Cristo agli altri, e questo è possibile - conclude - grazie alla sua misericordia per me. Sono contentissimo perché avevo in mente un progetto di vita tutto diverso, il Signore ha stravolto completamente questi piani e ora sono davvero felice».

2 novembre 2010

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Testimonianza del Rettore del Seminario Redemptoris Mater di Colonia sull'incontro del Santo Padre con i presbiteri e i consacrati

Dopo i Vespri, il nostro inviato Roberto Piermarini ha raccolto alcune testimonianze dei presenti, a cominciare dal rettore del seminario Redemptoris Mater di Colonia che si sofferma su un passaggio dell’omelia del Papa:

R. – Quando ci ha chiamati a diventare degli uomini liberi, in grado di amare, in grado di donarsi, preti liberi per essere casti, umili, obbedienti. Anche come rettore sono rimasto molto colpito, quando ha detto che siamo stati liberati per mezzo di Cristo da noi stessi. E credo che questo sia il punto fondamentale nella formazione dei seminaristi: far loro presente che la vocazione è una chiamata alla libertà in Cristo e che è Cristo che ci dona questa libertà attraverso il suo Spirito Santo.


D. – Adesso la parola ad un seminarista...


R. – Mi ha colpito tantissimo vedere l’amore con cui il Papa ha parlato con noi. Mi ha colpito anche l'invito a vivere questa chiamata di Cristo come libertà, sapere che Lui mi chiama con amore. E vivere il Sacramento dell’Eucaristia come punto centrale della mia vita; sperimentare veramente ogni giorno Cristo nella mia vita, attraverso questo Sacramento; sperimentare questo amore, che è un amore non soltanto per me, ma un amore che mi chiama a portare questo messaggio di Cristo, morto e risorto, a tutto il mondo.


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Il Papa benedice la prima pietra del Seminario Redemptoris Mater

Salvatore Izzo

(AGI) - Porto, 14 mag.

"Volentieri avrei accettato l'invito a prolungare la mia permanenza nella vostra citta', ma non mi e' possibile. Permettetemi, dunque, di partire, abbracciandovi tutti affettuosamente in Cristo, nostra Speranza". Con queste parole Benedetto XVI ha salutato - affacciandosi dall'imponente palazzo del municipio, dove era stata allestita la sagrestia - la grande folla che ha partecipato alla messa celebrata in Avenida dos Aliados, la grande piazza al centro di Porto. Un mare di bandierine e' stato agitato dai presenti quando Ratzinger e' apparso al balcone con ancora i paramenti sacri e la mitra.
Le parole del Papa sono poi state interrotte piu' volte dagli applausi, ai quali ha risposto ogni volta con il grazie dei portoghesi: "obrigado!". "Sono felice - ha aggiunto - di trovarmi in mezzo a voi e vi ringrazio per la festosa e cordiale accoglienza che mi avete riservata nella citta' di Porto, la Citta' della Vergine". "Alla sua materna protezione - ha continuato il Pontefice - affido le vostre vite e famiglie, le vostre comunita' e strutture al servizio del bene comune, in particolare le universita' di questa citta' i cui studenti si sono dati appuntamento qui e mi hanno manifestato la loro gratitudine e la loro adesione al magistero del Successore di Pietro". "Grazie - ha detto infine rivolto ai fedeli che gremivano anche le piazze limitrofe e seguivano il rito attraverso i maxi schermi - per la presenza e per la testimonianza della vostra fede. Voglio ancora una volta ringraziare tutti quelli che hanno collaborato, in diverse maniere, alla preparazione e alla realizzazione di questa mia visita, per la quale vi siete preparati soprattutto con la preghiera". Un ragazzo e uan ragazza hanno poi raggiunto il Pontefice sul balcone per donargli una chitarra e una felpa.

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PAPA A PORTO: BENEDICE PRIMA PIETRA SEMINARIO NEOCATECUMENALI

Salvatore Izzo

(AGI) - Porto, 14 mag.

Al termine della messa celebrata in Avenida dos Aliados, il Papa ha benedetto la prima pietra del seminario missionario "Redemptoris Mater" che sorgera' nella seconda citta' del Portogallo per iniziativa del Cammino Neocatecumenale.


CAMINEO.INFO.- Oporto/PORTUGAL.- Benedicto XVI bendecirá el 14 de mayo la primera piedra del nuevo Seminario Diocesano Misionero Redemptoris Mater – Santa Teresa del Niño Jesús, durante la misa que preside en Oporto.

La bendición será realizada después de la comunión, en el momento inmediatamente anterior al rito de conclusión de la eucaristía, cuyo inicio está marcado para las 10h15.

El nuevo espacio destinado a la formación del clero, con capacidad para 40 alumnos, quedará en las instalaciones del Seminario del Buen Pastor, en Ermesinde, perteneciente a la diócesis de Oporto.

La primera fase del proyecto pasa por la adaptación de un pabellón ya existente, en el cual van a ser instalados los dormitorios y la cocina, siguiéndose la construcción de la iglesia, capilla y biblioteca, entre otras funcionalidades.

Los nueve seminaristas que desde hace dos años frecuentan el Curso de Teología de la Universidad Católica están viviendo en casas de familias de Oporto integradas en el Camino Neocatecumenal.

«Tenemos necesidad de pasar para una casa nuestra», explicó a Agencia Ecclesia el rector del nuevo seminario, el Padre Daniel Saturi, qué le gustaría inaugurar las instalaciones «lo cuanto antes» pero no sabe todavía cuando van empezar las obras.

El sacerdote desconoce también de donde van a salir los dos millones de euros estimados para la realización del proyecto, pero confía en la intervención divina: «dependemos de la providencia de Dios», admite.

«Si Dios suscitar algún bienhechor que nos diese alguna ayuda, sería muy bueno. Pero no creo que la apertura sea para el inmediato», reconoce el Padre Daniel Suturi, que no obstante esta previsión sigue creyendo qué «Dios puede hacer milagros» y hasta el inicio del año lectivo 2010/11, en septiembre, puede aparecer todavía un donador.

Los Seminarios Redemptoris Mater se distinguen de las instituciones congéneres pertenecientes a las diócesis por el hecho de los curas formados en ellos se encontraren al servicio del obispo local, existiendo también la posibilidad de ser enviados a otros puntos del globo, como pasó con el rector: «Soy brasileño, formado en Croacia e ahora estoy en Portugal».

El Padre Daniel Saturi reconoce que la bendición de la primera piedra por parte de Benedicto XVI es un gesto «muy significativo» porque ayuda a consolidar la idea de que el Camino Neocatecumenal se encuentra plenamente integrado en la Iglesia.

«Por desconocimiento somos muchas veces tomados como una «secta» y las personas piensan que estamos fuera de la Iglesia, lo que es absurdo. Nosotros estamos en comunión con el Papa y con el Obispo», subrayó el sacerdote.

El primer Seminario Redemptoris Mater en Portugal – titulado Nuestra Señora de Fátima – fue construido de raíz en Caneças, en el Patriarcado de Lisboa, siguiendo-se aquel qué va empezar a ser edificado en Ermesinde.

Benedetto XVI benedirà la prima pietra del Seminario Redemptoris Mater di Oporto in Portogallo

Benedicto XVI bendecirá la primera piedra del nuevo Seminario Redemptoris Mater-Santa Teresa del Niño Jesús, en la misa que presidirá en Oporto el próximo 14 de mayo, durante su viaje pastoral a Portugal. El padre Daniel Saturi, rector del nuevo centro, ha explicado las peculiaridades de los Seminarios del Camino Neocatecumenal y ha informado de que primero se adaptará un pabellón ya existente, en el cual se instalará los dormitorios y la cocina, siguiéndose la construcción de la iglesia, capilla y biblioteca.

09/05/10 12:36 PM | Imprimir | Enviar

(Camineo/InfoCatólica) Será el segundo Seminario Redemptoris Mater en Portugal, después del de Nuestra Señora de Fátima, en la diócesis de Lisboa. El nuevo centro, con capacidad para 40 alumnos, quedará en las instalaciones del Seminario del Buen Pastor, en Ermesinde, perteneciente a la diócesis de Oporto.

Los Seminarios Redemptoris Mater se distinguen de los Seminarios pertenecientes a las diócesis por el hecho de ser internacionales y misioneros. Los sacerdotes formados en ellos se encuentran al servicio del obispo local, existiendo también la posibilidad de ser enviados a otros lugares de la Iglesia universal, como es el caso del rector: "Soy brasileño, formado en Croacia e ahora estoy en Portugal".

La bendición será realizada después de la comunión, en el momento inmediatamente anterior al rito de conclusión de la eucaristía, cuyo inicio está marcado para las 10.15 horas del día 14 de mayo.

La primera fase del proyecto pasa por la adaptación de un pabellón ya existente, en el cual van a ser instalados los dormitorios y la cocina, siguiéndose la construcción de la iglesia, capilla y biblioteca, entre otras funcionalidades. Los nueve seminaristas que desde hace dos años frecuentan el Curso de Teología de la Universidad Católica están viviendo en casas de familias de Oporto integradas en el Camino Neocatecumenal.

«Tenemos necesidad de pasar para una casa nuestra», explicó a la Agencia Ecclesia el rector del nuevo seminario, el Padre Daniel Saturi, que añadió que le gustaría inaugurar las instalaciones «lo antes posible» pero no sabe todavía cuando van empezar las obras ni de donde van a salir los dos millones de euros estimados para la realización del proyecto.

Pero confía en la intervención divina: «dependemos de la providencia de Dios», admite. «Si Dios suscitar algún bienhechor que nos diese alguna ayuda, sería muy bueno. Pero no creo que la apertura sea para el inmediato», reconoce el Padre Daniel Suturi, que no obstante esta previsión sigue creyendo qué «Dios puede hacer milagros».

Los Seminarios Redemptoris Mater se distinguen de los Seminarios pertenecientes a las diócesis por el hecho de ser internacionales y misioneros. Los sacerdotes formados en ellos se encuentran al servicio del obispo local, existiendo también la posibilidad de ser enviados a otros lugares de la Iglesia universal, como es el caso del rector: «Soy brasileño, formado en Croacia e ahora estoy en Portugal».

El Padre Daniel Saturi reconoce que la bendición de la primera piedra por parte de Benedicto XVI es un gesto «muy significativo» porque ayuda a consolidar la idea de que el Camino Neocatecumenal se encuentra plenamente integrado en la Iglesia. «Por desconocimiento somos muchas veces tomados como una “secta” y las personas piensan que estamos fuera de la Iglesia, lo que es absurdo. Nosotros estamos en comunión con el Papa y con el Obispo», subrayó el sacerdote.

El primer Seminario Redemptoris Mater en Portugal –el de Nuestra Señora de Fátima– fue construido en Caneças, en la diócesis de Lisboa, al que seguirá éste de Ermesinde, a 9 km, de Oporto.

Al via la Clericus cup. Intervista al capitano del Redemptoris Mater: è doveroso unire sport, formazione intellettuale e spirituale, studio

E’ stata presentata questa mattina, nell’atrio dell’Aula Paolo VI in Vaticano, la quarta edizione della “Clericus Cup”, il campionato di calcio per sacerdoti e seminaristi di tutto il mondo promosso dal Centro Sportivo Italiano. 16 squadre si confronteranno, a partire da sabato 20 febbraio, sui campi in erba sintetica del Pontificio Oratorio di San Pietro. Il cardinale segretario di Stato Tarcisio Bertone ha inviato per l’evento un messaggio di saluto esprimendo il suo apprezzamento per una “iniziativa volta a promuovere la reciproca conoscenza e la condivisione fraterna tra persone provenienti da ogni parte del mondo”. Ha partecipato alla presentazione anche mons. Josef Clemens, segretario del Pontificio Consiglio per i Laici. Luca Collodi gli ha chiesto di commentare questo ormai tradizionale appuntamento sportivo:

R. – Quest’anno lo trovo particolarmente bello perché abbiamo l’Anno Sacerdotale e così lo sport si collega con il sacerdozio, con la preparazione al sacerdozio – perché la maggioranza sono ancora seminaristi -, cioè un campo di esercizio fisico ma anche di fraternità. Questo mi piace e per questo appoggiamo con tutte le nostre forze quest’iniziativa.


D. – Lo sport, in questo caso il calcio in particolare, come può aiutare la preparazione di un giovane al sacerdozio?


R. – Già il calcio è uno sport di squadra. Oggi i sacerdoti devono lavorare insieme, devono rispettare le doti e i talenti degli altri per arrivare ad uno scopo comune.


D. – Un campionato che richiama anche i valori internazionali, nell’anno in cui in Sud Africa ci sarà il campionato del mondo di calcio. Che aspettative ha da questo campionato del mondo di calcio in Africa, un territorio che sta molto a cuore alla Chiesa?


R. – Certo. Abbiamo avuto il Sinodo per l’Africa e spero che il mondo guardi all’Africa non solo sotto l’aspetto sportivo ma guardi anche alle grandissime necessità di questo continente. Un continente che qualche volta sembra una terra dimenticata.


L’anno scorso ha vinto per la seconda volta la Clericus Cup la squadra del Seminario diocesano Redemptoris Mater, che accoglie le vocazioni del Cammino neocatecumenale. Luca Collodi ha intervistato il suo capitano, il seminarista Davide Tisato - che proviene dalle giovanili del Chievo e l'anno scorso ha segnato il gol decisivo in finale - chiedendogli se è coniugabile l’impegno sportivo con la preparazione al sacerdozio:

R. – Come dice spesso il nostro rettore, non solo è coniugabile ma è doveroso mettere insieme lo sport e la nostra formazione intellettuale, lo studio ed anche la nostra formazione spirituale, perché noi siamo un tutt’uno. L’uomo non lo possiamo scindere nei diversi aspetti ma forma un tutt’uno con lo spirito, l’anima e il corpo. Lo diceva anche San Paolo, che era molto attento anche a queste dinamiche: egli usava alcune metafore della corsa, del combattere la “buona battaglia per raggiungere una corona non corruttibile”, facendo un'analogia con lo sportivo che cerca "una corona incorruttibile”.


D. – Una squadra di seminaristi che gioca a pallone rispetto ad una squadra di amatori del calcio, che fanno un campionato dilettanti: che differenze ci sono?


R- Soprattutto il tempo che abbiamo, perché abbiamo tempi limitati sia per allenarci sia per trovare poi gli spazi per giocare. Diciamo che le differenze riguardano sicuramente il fatto che abbiamo la fede che ci unisce, il chiederci sempre perdono, perché non è che poi non si verificano scontri e contrasti...

Radio Vaticana

Murcia avrà uno dei maggiori centri di educazione cattolica e missionaria nel mondo

Martedì 2 febbraio 2010

Maqueta del centro


Martedì 2 febbraio 2010

Maqueta del centro


(Paula Pascual - COPE.ES) - Il consiglio di amministrazione ha approvato la posizione finale di uno dei più grandi centri internazionali di formazione missionaria nel mondo. Ospiterà l'International Seminario Diocesano Missionario "Redemptoris Mater" e della Diocesi di Cartagena, eretta da Mons. Reig Pla decreto in data 8 dicembre 2006. Ospiterà il Seminario Diocesano Internazionale del personale e Redemptoris Mater Missionario Diocesi di Cartagena, eretta da Mons. Reig Pla decreto in data 8 dicembre 2006. Il centro sarà situato nella frazione di Sangonera la Verde. Il Centro è situato nella frazione di Sangonera la Verde.

Il nuovo centro Il nuovo centro sarà situato nella frazione di verde e Sangonera la superficie totale costruita sarà del 10% del totale, come richiesto dalla legge per essere collocata nella frazione di verde e Sangonera la superficie totale costruita sarà un 10% del totale, come previsto dalla legge Il resto del campo fornirà l'edificio che promuovono l'isolamento e la solitudine e il lavoro corso di formazione che si svilupperà. Il resto del settore saranno di isolamento per la costruzione e Manodopera raccoglimento favorendo l'insegnamento e la formazione che si svilupperà.

La scelta di Murcia ospiterà il centro per il Comune una proiezione leader a livello mondiale se si pensa di essere il destino di centinaia di seminaristi provenienti dai cinque continenti e creare decine di posti di lavoro dall'inizio della le opere. Murcia elettorale sede del centro verrà al comune una proiezione leader a livello mondiale se si pensa di essere il destino di centinaia di seminaristi provenienti dai cinque continenti e creare decine di posti di lavoro fin dall'inizio le opere.

Il nuovo centro missionario è il primo nuovo impianto in costruzione in Spagna e il secondo impianto nuovo in costruzione in tutto il mondo, che si trova dopo la città italiana di Macerata. In tutto il mondo ci sono ormai più di 80 seminari di questo tipo, sebbene la maggior parte sono stati localizzati in edifici esistenti. Il nuovo centro è il primo missionario di un nuovo impianto in costruzione in Spagna e il secondo impianto nuovo in costruzione in tutto il mondo, che si trova dopo la città italiana di Macerata. In tutto il mondo ci sono ormai più di 80 seminari di questo tipo, sebbene la maggior parte sono stati localizzati in edifici esistenti. In ogni caso, il centro sarà la Sangonera Green-per estensione, il progetto più ambizioso è stato affrontato finora. In ogni caso, il Centro verde Sangonera-estensione-il progetto più ambizioso è stato affrontato finora.

Dal primo Seminario Redemptoris Mater, aperto da Pope John Paul II a Roma nel 1987, molti vescovi della diocesi più grande del mondo (Parigi, Londra, Berlino, Varsavia, Vienna, Bruxelles, Toronto, Newark, Medellin, Callao Brasilia, Hong Kong, Bangalore, Perth, Taiwan ...) Seminari "Redemptoris Mater" hanno aperto nei cinque continenti. Dal primo Seminario Redemptoris Mater, aperto da Pope John Paul II a Roma nel 1987, molti vescovi della diocesi più grande del mondo (Parigi, Londra, Berlino, Varsavia, Vienna, Bruxelles, Toronto, Newark, Medellin, Callao Brasilia, Hong Kong, Bangalore, Perth, Taiwan ...) Seminari "Redemptoris Mater" Hanno aperto nei cinque continenti.

IL PAPA, GLI ORDINI MENDICANTI E I MOVIMENTI. UNA NOMINA IN BELGIO CHE GUARDA AL CAMMINO NEOCATECUMENALE, E IL FUTURO DELLA CHIESA





Se confermata è una splendida notizia. Scrive Andrea Tornielli sul suo blog: "
A giorni ormai dovrebbe essere pubblicata l’importante nomina del nuovo arcivescovo di Malines-Bruxelles e primate del Belgio, successore del cardinale Godfried Danneels. La scelta del Papa sarebbe caduta sull’attuale vescovo di Namur, André Mutien
Léonard, che guida quella diocesi da 1991". Al di là delle tante, troppe speculazioni di chi tira per la veste il Papa assoldandolo tra i nemici del Concilio, questa nomina, ma in fondo anche la sua stessa sola probabilità, mostra con chiarezza la direzione verso la quale Pietro ha posto la barra del timone della sua Barca. Nella bellissima catachesi di ieri dedicata agli Ordini mendicanti se ne possono scorgere le tracce: L'Istituzione e il Carisma uniti nella comunione per rispondere alle sfide che deve affrontare la Chiesa in questo tempo. "All'inizio del nuovo anno guardiamo alla storia del Cristianesimo, per vedere come si sviluppa una storia e come può essere rinnovata. In essa possiamo vedere che sono i santi, guidati dalla luce di Dio, gli autentici riformatori della vita della Chiesa e della società. Maestri con la parola e testimoni con l’esempio, essi sanno promuovere un rinnovamento ecclesiale stabile e profondo, perché essi stessi sono profondamente rinnovati, sono in contatto con la vera novità: la presenza di Dio nel mondo. Tale consolante realtà, che in ogni generazione cioè nascono santi e portano la creatività del rinnovamento, accompagna costantemente la storia della Chiesa in mezzo alle tristezze e agli aspetti negativi del suo cammino. Vediamo, infatti, secolo per secolo, nascere anche le forze della riforma e del rinnovamento, perché la novità di Dio è inesorabile e dà sempre nuova forza per andare avanti. Così accadde anche nel secolo tredicesimo, con la nascita e lo straordinario sviluppo degli Ordini Mendicanti: un modello di grande rinnovamento in una nuova epoca storica.... Francesco d’Assisi e Domenico di Guzman. Questi due grandi santi ebbero la capacità di leggere con intelligenza “i segni dei tempi”, intuendo le sfide che doveva affrontare la Chiesa del loro tempo. Una prima sfida era rappresentata dall’espansione di vari gruppi e movimenti di fedeli che, sebbene ispirati da un legittimo desiderio di autentica vita cristiana, si ponevano spesso al di fuori della comunione ecclesiale. Erano in profonda opposizione alla Chiesa ricca e bella che si era sviluppata proprio con la fioritura del monachesimo.... I Francescani e i Domenicani, sulla scia dei loro Fondatori, mostrarono, invece, che era possibile vivere la povertà evangelica, la verità del Vangelo come tale, senza separarsi dalla Chiesa; mostrarono che la Chiesa rimane il vero, autentico luogo del Vangelo e della Scrittura. Anzi, Domenico e Francesco trassero proprio dall’intima comunione con la Chiesa e con il Papato la forza della loro testimonianza.... Questo stile personale e comunitario degli Ordini Mendicanti, unito alla totale adesione all’insegnamento della Chiesa e alla sua autorità, fu molto apprezzato dai Pontefici dell’epoca, come Innocenzo III e Onorio III, i quali offrirono il loro pieno sostegno a queste nuove esperienze ecclesiali, riconoscendo in esse la voce dello Spirito. E i frutti non mancarono: i gruppi pauperistici che si erano separati dalla Chiesa rientrarono nella comunione ecclesiale o, lentamente, si ridimensionarono fino a scomparire. Anche oggi, pur vivendo in una società in cui spesso prevale l’ "avere" sull’ "essere", si è molto sensibili agli esempi di povertà e di solidarietà, che i credenti offrono con scelte coraggiose. Anche oggi non mancano simili iniziative: i movimenti, che partono realmente dalla novità del Vangelo e lo vivono con radicalità nell’oggi, mettendosi nelle mani di Dio, per servire il prossimo. Il mondo, come ricordava Paolo VI nell’Evangelii nuntiandi, ascolta volentieri i maestri, quando sono anche testimoni. È questa una lezione da non dimenticare mai nell’opera di diffusione del Vangelo: vivere per primi ciò che si annuncia, essere specchio della carità divina.... Come ha ricordato il Concilio Ecumenico Vaticano II, la chiamata alla santità non è riservata ad alcuni, ma è universale (cfr Lumen gentium, 40). In tutti gli stati di vita, secondo le esigenze di ciascuno di essi, si trova la possibilità di vivere il Vangelo. Anche oggi ogni cristiano deve tendere alla “misura alta della vita cristiana”, a qualunque stato di vita appartenga!".
La storia della Chiesa, percorsa da
fermenti di rinnovamento per compiere la missione affidatale dal Signore, può essere rinnovata. Come gli Ordini mendicanti, come i vari carsimi che Dio ha donato alla sua Chiesa per realizzare il Concilio di Trento, sono oggi i movimenti ad infondere nuova linfa alla Chiesa. Lo stile personale e comunitario unito alla totale adesione all'insegnamento della Chiesa e alla sua autorità costituiscono anche oggi per il Papa la speranza per la Chiesa. Segno concreto di quanto affermato ieri è la nomina del Vescovo di Namur a Primate della chiesa belga. La situazione è difficilissima. Il neo-paganesimo diffuso e la secolarizzazione che ha azzannato buona parte della Chiesa rendono il Belgio una frontiera decisiva per la Chiesa e per il Papa. Scrive ancora Tornielli: "André Mutien
Léonard è considerato il vescovo più tradizionale della Chiesa del Belgio. La rivista progressista francese “Golias”, nel luglio 2007, ne faceva un ritratto dicendosi già allora preoccupata che potesse essere lui il successore di Danneels e ricordando come egli abbia accolto con entusiasmo il motu proprio di Benedetto XVI che liberalizzava l’antico messale, abbia difeso pubblicamente Pio XII dalle accuse di essere stato insensibile al dramma degli ebrei, sia intervenuto più volte sui valori “non negoziabili” difendendo la morale naturale". Accanto a tutto ciò Mons. Léonard ha aperto nella sua diocesi un Seminario Redemptoris Mater e ha sempre appoggiato con entusiasmo il Cammino Neocatecumenale. Come rilevava il Foglio "La chiesa cattolica belga sta attraversando una crisi profonda: i seminari sono vuoti, i fedeli praticanti ridotti all’osso, i vescovi non godono più del prestigio e della presa sulla vita pubblica del paese che avevano un tempo. Soltanto pochi mesi fa il cattolico Re Alberto II ha promulgato, senza dare peso alle critiche dei vescovi, una legge che definisce embrioni e feti “materiale corporeo umano” disponibile per le applicazioni mediche. In sostanza, è una débâcle. Una sconfitta che faceva già dire a Giovanni Paolo II: “La speranza della chiesa non è in Europa, è altrove”. E ancora, ad alcuni porporati di curia: “La chiesa belga è come un cimitero”. I dati dicono che le diocesi belghe raccolgono soltanto 71 seminaristi. Ma 35 di questi sono della diocesi di Namur, quella governata da Léonard (Il Foglio 5 dicembre 2009).
E' dunque nel cuore dell'Europa secolarizzata che ha apostato il cristianesimo, lanciata verso la distruzione della famiglia e della vita, che, per il Papa, può essere rinnovata la storia della Chiesa.
"Ogniqualvolta lo Spirito Santo fa germinare nella Chiesa impulsi di una maggiore fedeltà al Vangelo, fioriscono nuovi carismi che manifestano tali realtà e nuove istituzioni che le mettono in pratica. E' stato così dopo il Concilio di Trento e dopo il Concilio Vaticano II. Tra le realtà generate dallo Spirito ai nostri giorni figurano le Comunità Neocatecumenali, iniziate dal Signor K. Argúello e dalla Signora C. Hernandez (Madrid, Spagna), la cui efficacia per il rinnovamento della vita cristiana veniva salutata dal mio predecessore Paolo VI come frutto del Concilio: "Quanta gioia e quanta speranza ci date con la vostra presenza e con la vostra attività... Vivere e promuovere questo risveglio è quanto voi chiamate una forma di "dopo il Battesimo" che potrà rinnovare nelle odierne comunità cristiane quegli effetti di maturità e di approfondimento che nella Chiesa primitiva erano realizzati dal periodo di preparazione al Battesimo" (Paolo VI alle Comunità Neocatecumenali, Udienza Generale, 8 maggio 1974, in Notitiae 96-96, 1974, 230)"... Tali Comunità rendono visibile, nelle parrocchie, il segno della Chiesa missionaria e "si sforzano di aprire la strada all'evangelizzazione di coloro che hanno quasi abbandonato la vita cristiana, offrendo loro un itinerario di tipo catecumenale, che percorre tutte quelle fasi che nella Chiesa primitiva i catecumeni percorrevano prima di ricevere il sacramento del Battesimo; li riavvicina alla Chiesa ed a Cristo" (cfr. Catecumenato postbattesimale in Notitiae 96-96, 1974, 229). Sono l'annuncio del Vangelo, la testimonianza in piccole comunità e la celebrazione eucaristica in gruppi (cfr. Notificazione sulle celebrazioni nei gruppi del "Cammino Neocatecumenale" in L'Osservatore Romano, 24 dicembre 1988) che permettono ai membri di porsi al servizio del rinnovamento della Chiesa (Giovanni Paolo II, Lettera Ogniqualvolta a Mons. Paul Cordes, 30 agosto 1990). Il Signore non ha mai mancato di sostenere la Chiesa rinnovandola attraverso i carismi. Il Cammino Neocatecumenale con i suoi frutti è oggi, nuovamente, posto sul candelabro, unito a Pietro e al suo Magistero, camminando, come a Namur e in innumerevoli altre diocesi nel mondo, in comunione perchè possa brillare, in Belgio come ovunque, la Luce di Cristo risorto dai morti, unica speranza per questa umanità.

Antonello Iapicca Pbro


Il Seminario Redemptoris Mater di Namur


Un nuovo primate per il Belgio, il vescovo Léonard di Namur, dove ha aperto con entusiasmo il Redemptoris Mater. Presto la nomina a Malines-Bruxelles


Quel che resta della chiesa in Belgio. Lascia il primate Danneels, dietro di lui “un cimitero” e uno scontro

Il Seminario Redemptoris Mater di Namur

Redemptoris Mater Namur

Seminario Diocesano Missionario Internazionale

"Il Cammino Neocatecumenale è anche uno strumento che si offre al servizio dei Vescovi per la formazione cristiana dei candidati al presbiterato."


COSA SONO I REDEMPTORIS MATER?

Sono uno dei frutti più importanti del rinnovamento conciliare. Una realtà completamente nuova inaugurata dal Concilio Vaticano II che nel suo decreto ‘‘Presbyterorum Ordinis’’ al n°10 scrive:« Ricordino dunque i presbiteri che deve stare loro a cuore la sollecitudine per tutte le chiese... »


PER AIUTARCI

Il nostro Seminario vive della generosità e della carità di tutte quelle persone che desiderano sostenere la missione della Chiesa nei paesi più poveri dove spesso la Chiesa stessa deve essere impiantata, o nel "terzo mondo" dell'Europa, là dove gli uomini muoiono nella solitudine delle città. La vita quotidiana, la formazione...


GALLERIA FOTOGRAFICA

Qui troverete la galleria fotografica degli avvenimenti vissuti dai seminaristi nelle loro varie attività...


FORMAZIONE

Il Seminario diocesano "Redemptoris Mater" è una comunità educativa che ha per scopo formare giovani ed adulti al ministero presbiterale in vista della nuova evangelizzazione dell'Europa e del mondo intero, attraverso una formazione umana, spirituale, intellettuale e pastorale adeguata...


SEMINARISTI

Attualmente il seminario è costituito da 17 seminaristi di 11 nazioni differenti. Studiano la lingua francese ed i corsi di filosofia e teologia...

"Non c'è più giudeo né greco; non c'è più né schiavo né libero; non c'è più né uomo né donna, poiché tutti voi siete uno in Cristo Gesù" (Gal 3,28)


SPAZI CELEBRATIVI

Uno dei luoghi più importanti del seminario è il "santuario della Parola". In esso i seminaristi scrutano de Sacre Scritture e le meditano in un clima di preghiera per essere trasformati da esse in "uomini della Parola".

Lo spazio liturgico della nostra cappella non potrebbe essere compreso senza la telogia del Cocilio Vaticano II...


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Un nuovo primate per il Belgio, il vescovo Léonard di Namur, dove ha aperto con entusiasmo il Redemptoris Mater. Presto la nomina a Malines-Bruxelles



A giorni ormai dovrebbe essere pubblicata l’importante nomina del nuovo arcivescovo di Malines-Bruxelles e primate del Belgio, successore del cardinale Godfried Danneels. La scelta del Papa sarebbe caduta sull’attuale vescovo di Namur, André Mutien Léonard, che guida quella diocesi da 1991. E’ considerato il vescovo più tradizionale della Chiesa del Belgio. La rivista progressista francese “Golias”, nel luglio 2007, ne faceva un ritratto dicendosi già allora preoccupata che potesse essere lui il successore di Danneels e ricordando come egli abbia accolto con entusiasmo il motu proprio di Benedetto XVI che liberalizzava l’antico messale, abbia difeso pubblicamente Pio XII dalle accuse di essere stato insensibile al dramma degli ebrei, sia intervenuto più volte sui valori “non negoziabili” difendendo la morale naturale. Léonard ha 69 anni.

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