DISCERNERE

Uno sguardo profetico sugli eventi

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STATISTICHE CHIESA CATTOLICA IN PORTOGALLO

CITTA' DEL VATICANO, 22 APR. 2010 (VIS). In occasione del prossimo Viaggio Apostolico di Benedetto XVI in Portogallo, dall’11 al 14 maggio, sono state pubblicate le statistiche relative alla Chiesa cattolica portoghese. I dati, aggiornati al 31 dicembre 2008, sono a cura dell’Ufficio Centrale di Statistica della Chiesa.
Il Portogallo, la cui capitale è Lisbona, conta una popolazione di 10.610.000 abitanti, di cui 9.368.000 cattolici; l’88,3% della popolazione. La Chiesa conta 21 circoscrizioni ecclesiastiche, 4.830 parrocchie, 52 Vescovi, 3.797 sacerdoti, 6.007 religiosi, 594 membri laici di istituti secolari e 63.906 catechisti. I seminaristi minori sono 279 e i maggiori 444.
Un totale di 129.230 alunni frequentano i 900 centri di educazione cattolica, dalle scuole materne all’università. I centri caritativi e sociali di proprietà della Chiesa o/e diretti da ecclesiastici o religiosi, comprendono in Portogallo 34 ospedali, 155 ambulatori, 799 case per anziani, invalidi e minorati, 663 orfanotrofi e asili nido, 55 consultori familiari ed altri centri per la protezione della vita, 462 centri speciali di educazione o rieducazione sociale e 168 istituzioni di altri tipo”.




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Stop in Portogallo alle unioni gay: «Incostituzionali»

DI M ICHELA C ORICELLI
U
na legge ordinaria non ba­sta: per permettere le nozze fra persone dello stesso ses­so serve una riforma costituzionale. Per la Costituzione portoghese, in­fatti, il matrimonio è legato alla pro­creazione, dunque dovrebbe essere limitato esclusivamente alle coppie eterosessuali.
È il parere del giurista Diogo Freitas do Amaral, professore di diritto, in­terpellato
dal presidente del Porto­gallo Anibal Cavaco Silva sulla vali­dità costituzionale della polemica legge voluta dal governo.
Il parere dell’esperto è stato richie­sto dal capo dello Stato in un mo­mento chiave: Cavaco Silva ha deci­so di rinviare all’esame del Tribuna­le costituzionale quattro articoli del testo approvato lo scorso 11 febbraio dal Parlamento. Il presidente – se­condo la legislazione portoghese – ha 40 giorni di tempo per promul­gare una norma convalidata dai de­putati. Ma questa volta il presiden­te 71enne – conservatore, a diffe­renza del premier socialista José So­crates – ha deciso di ricorrere al giu­dice costituzionale, invitando la massima corte ad esprimere la sua opinione. I precedenti sono contra­ri alla spinosa norma: l’anno scorso la Costituzionale negò a due donne il diritto di sposarsi. Ora la legge verrà analizzata nuovamente. Nel frattempo il giurista Freitas do A­maral ha spiegato in un rapporto perché questo progetto di legge vo­luto dal governo socialista non può diventare realtà normativa senza prima modificare la Costituzione.
Mentre l’articolo 1 recita: «La legge permette il matrimonio omoses­suale fra persone dello stesso ses­so », l’articolo 2 prevede una riforma del Codice Civile per eliminare qual­siasi riferimento alle classiche defi­nizioni di «marito e moglie».
Cavaco Silva ha inoltre chie­sto l’esame della costituzio­nalità di altri due articoli: il 4 (che revoca l’inesistenza del matrimonio omoses­suale) e il 5, che vincola tut­te le disposizioni giuridiche relative alle nozze con que­sta nuova norma. L’unico ar­ticolo che il presidente non ha rinviato al Costituziona­le è il 3, ovvero la proibizio­ne di adozione di minori da parte delle coppie dello stes­so
sesso. La legge è stata approvata un mese fa dall’Assemblea por­toghese (Parlamento), gra­zie ai voti del Partito socialista del premier Socrates e con l’appoggio della sinistra (Bloque de Izquierda), dei comunisti e dei verdi: in totale i «sì» sono stati 128. Contro la regola­rizzazione delle nozze gay hanno vo­tato invece 75 degli 81 deputati del Partito Socialdemocratico (conser­vatore) e 21 parlamentari del Cds­Pp. Dopo tante polemiche, il testo ora resta in sospeso. Il “Costituzio­nale” ha 25 giorni di tempo per ri­vedere gli articoli in questione: la de­cisione arriverà a metà aprile.
In caso di veto legislativo, la norma dovrebbe comunque ritornare in Parlamento, ma questa volta do­vrebbe essere approvata dalla mag­gioranza assoluta per diventare leg­ge
della Repubblica. La regolarizza­zione delle nozze omosessuali ha di­viso l’opinione pubblica portoghe­se, come già accaduto nella vicina Spagna. In sintonia con lo spagno­lo José Luis Rodriguez Zapatero, il premier portoghese ha portato a­vanti una promessa elettorale che non convince tutti. Movimenti fa­miliari, associazioni e piattaforme civiche – che reclamano da tempo un referendum ad hoc – avevano chiesto al presidente Cavaco Silva di rispedire la legge davanti al Parla­mento portoghese.
Il testo, voluto dal premier socialista e votato in aula, rischia ora di tornare in Parlamento Dove servirà un consenso a maggioranza assoluta


© Copyright Avvenire 17 marzo 2010

Portogallo: il no della Chiesa alle adozioni da parte di omosessuali

FATIMA, giovedì, 14 gennaio 2010 (ZENIT.org).- Nel corso della riunione del Consiglio Permanente della Conferenza Episcopale Portoghese (CEP), svoltasi in questi giorni nel Santuario di Fatima, i Vescovi hanno affrontato il tema della recente legalizzazione del matrimonio omosessuale in Portogallo (cfr. ZENIT, 11 gennaio 2010).

In una conferenza stampa dopo l'incontro, i presuli hanno ribadito che una “questione così profonda e delicata come il matrimonio” meritava “più ponderazione, riflessione, tempo per valutare le conseguenze”, ha reso noto l'ufficio stampa del Santuario.

I Vescovi hanno anche ricordato come sia stata “accantonata” la “richiesta di circa un centinaio di migliaia di cittadini” che sollecitava un referendum sulla questione.

“Se non si considera la possibilità di un referendum su una questione importante e delicata come la struttura familiare basata sul matrimonio tra un uomo e una donna, ci si chiede se ci sarà mai una ragione per promuovere un referendum”, ha dichiarato il portavoce della CEP, padre Manuel Morujão.

La Chiesa, ha aggiunto, è “radicalmente contraria” alla possibilità di adozione di bambini da parte di coppie omosessuali.

“Tutte le persone meritano di essere trattate con tutto il rispetto, ma anche la famiglia e il matrimonio devono essere trattati con tutto il rispetto”, ha osservato.

Il Portogallo dice sì ai matrimoni gay E' il sesto Paese dell'Unione Europea

Portogallo
che cosa ne hai fatto
del Messaggio di Fatima?

Il Parlamento portoghese ha approvato questa mattina un disegno di legge del governo socialista che legalizza il matrimonio tra omosessuali, ma ha respinto la proposta di permettere l’adozione per coppie dello stesso sesso. Il provvedimento ha potuto contare sull’appoggio di tutta la sinistra. Respinta una proposta di referendum popolare avanzata da più di 90mila cittadini. Il primo ministro socialista José Socrates ha commentato la decisione come "un momento storico" per il Portogallo che da anni "combatte contro la discriminazione e l'ingiustizia sociale nella società". Ad aprile potrebbe essere già celebrato il primo “matrimonio” gay. Al momento sono cinque i paesi europei dove è possibile il matrimonio fra persone dello stesso sesso: Belgio, Olanda, Spagna, Svezia e Norvegia.
Certo che questa è una preparazione «adeguata» per la prossima visita del Papa a maggio.


FOTO del parlamento di Lisbona invertito, cioè al contrario della realtà…



Il Portogallo dice sì ai matrimoni gay
E' il sesto Paese dell'Unione Europea
La nuova legge deve però ancora essere promulgata dal presidente della Repubblica
Non è stata invece autorizzata per il momento l'adozione da parte delle coppie omosessuali
Anche il Portogallo ha legalizzato le nozze tra persone dello stesso sesso. Dopo Belgio, Svezia, Norvegia, Spagna e Olanda, anche il Parlamento portoghese ha approvato un disegno di legge del governo socialista che legalizza l'unione tra omosessuali, ma ha invece respinto la proposta di permettere l'adozione tra coppie dello stesso sesso. Il provvedimento ha potuto contare sull'appoggio di tutta la sinistra.
Il primo ministro Jose Socrates ha commentato la decisione come "un momento storico" per il Portogallo che da anni "combatte contro la discriminazione e l'ingiustizia sociale nella società". La legge dovrà essere ora ratificata dal presidente della Repubblica, il conservatore Anibal Cavaco Silva che dispone di un diritto di veto tuttavia superabile da un successivo voto parlamentare sul medesimo testo.
Il partito social-democratico (Psd) - formazione conservatrice - aveva proposto invece la creazione di una "unione civile registrata" che desse alle coppie omosessuali gli stessi diritti degli eterosessuali sposati; l'opposizione di destra ha chiesto che la legge venga sottoposta ad un referendum.
In caso di ratifica presidenziale, il primo matrimonio gay potrebbe essere celebrato ad aprile, un mese prima della visita ufficiale di Papa Benedetto XVI.
La Repubblica (08 gennaio 2010)

http://www.fattisentire.org/

Portogallo: il matrimonio omosessuale avrà "gravi conseguenze" Per il portavoce dei Vescovi, si promuove un'unione non autentica

ISBONA, domenica, 20 dicembre 2009 (ZENIT.org).- Il Governo del Portogallo ha approvato questo giovedì un disegno di legge per permettere il matrimonio civile omosessuale, ma senza la possibilità di adozione. La proposta passerà ora al Parlamento per essere dibattuta.

Secondo quanto riferisce l'agenzia Ecclesia, il portavoce della Conferenza Episcopale Portoghese (CEP), padre Manuel Morujão, ha affermato che si è in presenza di una "certa ingegneria ideologica" per reinventare "una struttura millenaria che deve essere migliorata e aggiornata, ma mantenuta nella sua identità strutturale".

Padre Morujão ha osservato che "un tema così importante per la struttura della società come quello del matrimonio e della famiglia che ne deriva" dovrebbe essere oggetto di una discussione approfondita, "per vedere quali sono le conseguenze per la struttura fondamentale della società, la famiglia".

La decisione del Governo, secondo il sacerdote, avrà "gravi conseguenze", perché "la famiglia è colpita quando si prendono decisioni che alterano la sua struttura fondamentale", promuovendo "un tipo di matrimonio che non è autentico e genuino".