DISCERNERE

Uno sguardo profetico sugli eventi

"STRISCIA L'AGGETTIVO". L'ELEFANTE CHE DECAPITA SOLO SARCASTICAMENTE DI STRISCIO

Che il vicolo fosse cieco bastava un bambino per capirlo. Il guaio è che, una volta dentro, invece di cercare l'uscita ci si preferisce avvolgere ancor più di fuligine. Per difendersi Ferrara inaugura una nuova rubrica, Striscia la notizia, il che poi non è neanche molto originale. Testuale dall'editoriale in prima pagina, su Il Foglio di oggi: "Di Gendarmerie, plichi postali e altri molti e notevoli dettagli pettegoli... non ci siamo occupati che di striscio, riferendo le altrui cronache con il beneficio di inventario". Che un elefante possa muoversi "che di striscio" lo lasciamo giudicare alle cristallerie. A noi fa specie la caduta vertiginosa di questo valente defensor vitae che abbiamo stimato e che vogliamo continuare a stimare. Ma qui tutto puzza proprio di quel che Ferrara imputa al Direttore dell'Osservatore Romano, "la mancanza di senso dell’umorismo" che "è il complemento essenziale di ogni umana vanità". Perchè di vanità allo stato puro si tratta. Non è umorismo riportare di striscio pettegolezzi che graffiano a sangue il Papa e la Chiesa. Non è umorismo cercare di svincolarsi dalle sabbie mobili nelle quali si è scivolati definendo sarcastiche le ipotesi circa decapitazioni prossime in quel del Vaticano. Non è umorismo la pseudo marcia indietro fuori tempo massimo con la quale si sarebbero volute cercare "di spiegare le ragioni non banali, non solo di potere, del conflitto che ha opposto l’autorevole e prepotente segretario di stato all’autorevole e resistente vertice della Conferenza episcopale". Dare, ancora oggi, gratuitamente del prepotente al più stretto collaboratore del Papa è infilare una goccia d'arsenico tra le righe d'una goffa autodifesa. Altro che Strsicia la notizia, qui siamo a striscia l'aggettivo, ed è una lama di pugnale vibrata al cuore della Chiesa. Con quel prepotente si vorrebbe decapitare via pagina il Segretario di Stato, di nuovo ed esplicitamente fatto responsabile di tutto, per proteggere se stessi fingendo di scagionare il Papa. Che sarebbe, nelle migliori delle ipotesi, prigioniero imbelle di loschi collaboratori dediti a un "improprio narcisismo curiale." Se l'Osservatore Romano scrive che "Il Santo Padre ha approvato il seguente comunicato e ne ha ordinato la pubblicazione" ma si insinua che si tratti della farina del sacco del Direttore ciò significa solo una cosa: il Papa è un povero burattino. Dire che questo è inaccettabile è dir poco. Non basta definirsi stampa laica, libera e amica. Amica di chi? Proprio ad un anno dalla morte di Eluana, e non è un caso, si azzanna la Chiesa con il solo risultato di deligittimarla e bagnarne le polveri dell'autorevolezza. Begli amici, e che libertà, che umorismo... A noi sembra invece che il cortocircuito tra Espresso e Il Foglio abbia risvolti sinistri e inquietanti, che ci sfuggono nei dettagli ma che ci aprono definitivamente gli occhi: guai a confidare negli uomini, men che meno se stampano parole fintamente libere ma ancorate a precisi disegni di potere. Un potere, culturale e mediatico innanzi tutto, che è comunque ostile alla Chiesa, più pericoloso perchè autodefinitosi amico. Lo scriveva duemila anni fa San Paolo: «Da ogni parte siamo tribolati: battaglie all’esterno, timori al di dentro» (2Cor 7, 5). Parlava della Chiesa, ed è ovvio che anche oggi sia così, allargando quel di dentro anche agli amici intrufolatisi a dettar regole di moralità e verità. Di battaglie e timori la Chiesa ne è esperta conoscitrice. Non sarà il fuoco amico di questi giorni a tagliarne la testa e a strozzarne la voce. Le squallide veline e l'altrettanto squallido uso che ne è stato fatto, i contorsionismi a difendersi e a tirarsi fuori che così poco si addicono ai pachidermi, hanno oggi il pregio di segnare ancor più nettamente il confine tra la purezza dell'annuncio del Vangelo sempre presente sulle labbra del Papa, e la triste e infeconda banalità delle parole di carta che durano lo spazio di un mattino.

Antonello Iapicca Pbro



Risposta dell'Elefante alla Segreteria di stato



Ferrara, Magister e compagnia danzante, se ci siete, battete ora un colpo di verità e giustizia




LA QUASI MARCIA INDIETRO DE IL FOGLIO


L'ONESTA' DI MESSORI

Messori, prendo atto della smentita e mi auguro chiuso il caso Boffo



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