DISCERNERE

Uno sguardo profetico sugli eventi

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Origini e la storia recente della festa di Halloween. La festa delle Tenebre: ebetismo consumistico. Dossier per discernere

L’antropologa Gabriella Marucci ripercorre le origini e la storia recente della festa di Halloween.



La festa delle Tenebre: ebetismo consumistico

Autore: Amato, Gianfranco Curatore: Mangiarotti, Don Gabriele
Fonte: CulturaCattolica.it
giovedì 28 ottobre 2010

Si avvicina la notte del 31 ottobre con il consueto armamentario di zucche, candele e macabre mascherate. Si tratta della festa pagana e satanica di Halloween, spacciata per innocua carnevalata ed innocente divertimento per piccini.
La politically correctness britannica ha avuto modo di occuparsi anche di questa festa, accomunando guardie e ladri. Da tempo, infatti, ai detenuti pagani, satanisti e “Devil worshippers” (adoratori del diavolo), non solo è riconosciuto un giorno di riposo settimanale per motivi religiosi (il giovedì, poiché il venerdì, il sabato e la domenica, sono rispettivamente riservati a musulmani, ebrei e cristiani), ma è pure consentito di celebrare la festività di Halloween. Non si tratta di semplice riposo, o di una gaia arlecchinata, bensì di una celebrazione vera e propria con tanto di riti e oggetti sacri: pietre runiche, mantelli, e bastoni flessibili (per motivi di sicurezza). Le disposizioni in favore delle centinaia di detenuti pagani e satanisti rinchiusi nelle carceri britanniche sono state emanate da Gareth Hadley, Direttore del personale penitenziario nazionale, sul presupposto politicamente corretto dell’assoluta eguaglianza tra paganesimo, satanismo e qualunque altro credo religioso.
Dall’altra parte della barricata, per quanto riguarda i poliziotti, lo scorso 10 maggio il Ministero britannico degli Interni ha ufficialmente riconosciuto la Pagan Police Association, un’organizzazione di poliziotti pagani (più di 500 tra agenti ed ufficiali di polizia, compresi druidi, streghe e sciamani), autorizzando i membri ad assentarsi dal servizio in occasione delle relative feste religiose, tra cui primeggia proprio Halloween.
Andy Pardy, capo della polizia di Hemel Hempstead nell’Hertfordshire, che è cofondatore dellaPagan Police Association e adoratore delle antiche divinità vichinghe, tra cui il dio Thor dal martello distruttore e Odino dall’occhio ciclopico, ha dato l’annuncio ufficiale del riconoscimento da parte del Ministero degli Interni, precisando che «gli agenti di polizia ora possono finalmente celebrare le proprie festività religiose e lavorare in altre giornate, come il Natale, che per essi appaiono assolutamente insignificanti».
Halloween, in realtà, è tutt’altro che un’innocua festicciola per bambini. Profondamente radicata nel paganesimo e nel satanismo, continua ad essere una pericolosa forma di idolatria demoniaca.
Trae origine da un’antichissima celebrazione celtica diffusa nelle isole britanniche e nel nord della Francia, con cui i pagani adoravano una delle loro divinità, chiamata Samhain, Signore della morte. Era considerata una delle feste più importanti, e dava inizio al capodanno celtico. La notte del 31 ottobre in onore del sanguinario dio della morte, veniva realizzato, sopra un’altura, un enorme falò utilizzando rami di quercia, albero ritenuto sacro, sul quale venivano bruciati sacrifici costituiti da cibo, animali e persino esseri umani.
Di quest’ultima crudele e sanguinaria usanza ne dà testimonianza lo stesso Giulio Cesare nel suoDe Bello Gallico (libro VI, 16), così come Plinio il Vecchio nella sua Naturalis Historia (XXX, 13), in cui parla di «riti mostruosi», e Tacito nei suoi Annales (XIV, 30), che definisce i sacrifici umani praticati dai druidi come «culti barbarici».
I Celti ritenevano che Samhain, in risposta alle offerte di tali olocausti, autorizzasse le anime dei morti a ritornare alle proprie case in quel giorno di festa. Per questo motivo i pagani nordici ritenevano che fredde e oscure creature riempissero la notte vagando e mendicando tra i vivi. E’ da tale credenza, peraltro, che deriva l’uso odierno di girovagare nel buio, la notte di Halloween, vestiti in costumi che imitano fantasmi, streghe, elfi, e creature demoniache.
Anche la celebre espressione “trick or treat”, tradotta con l’innocente “scherzetto o dolcetto”, è parte dell’antico cerimoniale pagano. Venivano chieste offerte (“treat”) sotto la minaccia dell’ira di Samhain, e della sua maledizione divina (“trick”), in caso di rifiuto. «Offrite sacrifici a Samhain, o subirete i suoi castighi», questo si continua inconsciamente a chiedere, oggi, con l’apparentemente scherzoso “trick or treat”.
L’usanza di chiedere offerte al dio della morte diventava, in passato, anche un metodo per identificare i cristiani che si rifiutavano di onorare la divinità pagana, e che per questo subivano, a volte, odiose ritorsioni.
Per comprendere quanto la Chiesa, fin dall’inizio dell’evangelizzazione dei popoli celti, fosse preoccupata di quella pericolosa “solennità” pagana, basta considerare che la Festa di Ognissanti fu spostata, in Occidente, al primo novembre, con tanto di vigilia la notte precedente, proprio per contrastare il culto satanico di Samhain.
La cristianità conobbe, infatti, le prime forme di commemorazioni dei Santi già a partire dal IV secolo, in particolare nel giorno della Domenica successiva alla Pentecoste, usanza conservata fino ad oggi dalla Chiesa Ortodossa d’Oriente.
Nell’Occidente, come si è detto, la data fu spostata al primo novembre per farla coincidere con la celebrazione in onore del dio celtico della morte, a seguito delle pressanti richieste che provenivano dal mondo monastico irlandese.
La prima traccia di questa posticipazione è rinvenibile in un atto di Papa Gregorio III (731-741), che fissava appunto nel 1° novembre l’anniversario della consacrazione di una cappella in San Pietro dedicata alle reliquie «dei santi apostoli e di tutti i santi, martiri e confessori, e di tutti i giusti resi perfetti che riposano in pace in tutto il mondo».
Fu il successore Gregorio IV ad estendere e rendere obbligatoria la data della celebrazione a tutta la cristianità. In Francia, in particolare, ciò avvenne grazie ad un decreto di Luigi il Pio, emanato nell’ 835, «su istanza di Papa Gregorio IV, con il consenso di tutti i vescovi».
Nella Britannia del VIII-IX secolo, quindi, il giorno dedicato dai pagani al dio della morte, era per i cristiani occasione per onorare i Santi, partecipando alla veglia di preghiera la sera del 31 ottobre, ed alla Santa Messa il giorno successivo.
E’ da qui che deriva il termine Halloween. L’etimo si radica, infatti, nell’antica espressione inglese Hallow E’en, ovvero notte di commemorazione di tutti coloro che sono stati “hallowed”, santificati. I pochi che rimasero ancorati alle tradizioni pagane reagirono al tentativo della Chiesa di soppiantare la celebrazione in onore di Samhain, mantenendone il culto e cercando di incrementarlo. Nell’alto medioevo la notte di Halloween divenne simbolicamente la festa principale della stregoneria e del mondo occulto. In quel contesto avvenivano, tra l’altro, forme particolari di sacrilegio nei confronti di oggetti sacri, e l’utilizzo degli scheletri (oggi rappresentati da maschere) costituiva una forma di dileggio delle Sacre Reliquie.
Per il moderno satanismo, Halloween continua ad essere una festa privilegiata. E’ uno dei quattro sabba delle streghe, delle quattro grandi “solennità” coincidenti con alcune delle principali festività pagane e dell’antica stregoneria. La prima e più importante è, appunto, quella di Halloween, considerata il Capodanno magico. La seconda “solennità” è quella di Candlemass, che si celebra la notte tra il 1° e il 2 febbraio ed è considerata la Primavera magica (per i cristiani è la ricorrenza della Presentazione del Bambino Gesù al tempio, chiamata anche popolarmente “Festa della Candelora”). La terza “solennità” è quella di Beltane, che si festeggia nella notte tra il 30 aprile ed il 1° maggio, chiamata anche la notte di Valpurga, e segna l’inizio dell’Estate magica. La quarta “solennità” è quella di San Giovanni Battista, che si svolge la notte tra il 23 e 24 giugno, ed è particolarmente attesa per mettere in atto malefici di malattia e di morte. Com’è facile notare sono tutte celebrazioni notturne che si svolgono nel buio e nell’oscurità, a conferma della definizione evangelica di Satana come Principe delle Tenebre, e dei suoi seguaci come Figli delle Tenebre.
Da un punto di vista cristiano, la partecipazione a tali pratiche, a qualunque livello (anche quello apparentemente inoffensivo di una banale festa), deve considerarsi una pericolosa forma d’idolatria. Come deve considerarsi una forma pagana di superstizione quella di illuminare una zucca vuota fuori dalla porta per scacciare demoni e fantasmi.
Sorprende la sottovalutazione fatta oggi anche da molti credenti – a volte preda di una forma di ebetismo consumistico – circa l’origine ed il significato della festa pagana e satanica di Halloween. Ma non sorprende che dalla Chiesa continuino a levarsi voci rivolte ad ammonire e mettere in guardia circa i rischi dell’inganno demoniaco che tale ricorrenza nasconde.
Mi ha particolarmente colpito, l’anno scorso, l’iniziativa di una marcia proprio contro i festeggiamenti di Halloween svoltasi a Massa Carrara e promossa dalla Comunità Papa Giovanni XXIII, fondata dal compianto don Oreste Benzi, iniziativa cui non ha fatto mancare propria fattiva partecipazione l’allora vescovo di Massa Carrara-Pontremoli, monsignor Eugenio Binini.
La comunità di don Benzi, in quell’occasione, non ha usato mezze parole per denunciare i pericoli della cosiddetta notte delle streghe: «Il fenomeno che viene esaltato il 31 ottobre è un grande rituale satanico. Facciamo appello al mondo cattolico perché non promuova in nessun modo questa ricorrenza che inneggia al macabro e all’orrore. Sappiano tutti i genitori e tutti coloro che credono nei valori della vita, che la festa di Halloween è l’adorazione di Satana che avviene anche in modo subdolo attraverso la parvenza di feste e di giochi per giovani e bambini. Il sistema imposto di Halloween proviene da una cultura esoterico-satanica in cui si porta la collettività a compiere rituali di stregoneria, spiritismo, satanismo che possono anche sfociare, in alcune sette, in sacrifici rituali, rapimenti e violenze. Halloween è per i satanisti il giorno più magico dell’anno e in queste notti si moltiplicano i rituali satanici come le messe nere, le iniziazioni magico-esoteriche e l’avvio allo spiritismo e stregoneria. Attenzione agli educatori e responsabili della società affinché scoraggino i ragazzi a partecipare ad incontri sconosciuti, ambigui o addirittura ad alto rischio perché segreti o riservati».
Sempre a proposito di Halloween, monsignor Girolamo Grillo, Vescovo emerito di Civitavecchia-Tarquinia, ha ricordato che «si tratta di una consuetudine nettamente pagana», e che «naturalmente un vero cristiano non potrà mai dare il suo assenso a tutto questo, soprattutto per il fatto che di carnevalate oscene ve ne sono a iosa, cui vanno aggiunte le veglie sataniche mascherate proposte da alcuni gruppi, purtroppo abbastanza diffusi anche nei nostri ambienti».
Quest’ultimo punto dell’osservazione di mons. Grillo merita di essere sottolineato, poiché non sono infrequenti – ahimè – le occasioni in cui si ha modo di verificarne la fondatezza.
E’ accaduto anche a me quando ho appreso del caso di un giovane sacerdote, coadiutore di un anziano parroco, che aveva autorizzato l’uso della sala oratoriale per la celebrazione della festa di Halloween. Con tanto di locandine e volantini. Alle legittime recriminazioni di un genitore, il giovane coadiutore, infastidito per l’osservazione, ha tenuto a precisare che la magia esiste solo nel mondo della fantasia dei bimbi, che i ragazzi cattolici non debbono isolarsi ma condividere le occasioni di divertimento con i loro coetanei, che la Chiesa, in passato, ha già sbagliato dando la caccia a streghe inesistenti, e che la concezione antropomorfa del demonio appartiene alla tradizione preconciliare.
Sappiamo già che da alcuni giovani (e inesperti) preti non si può pretendere più di tanto.
Ma credo si possa almeno esigere che conoscano un pochino le Sacre Scritture.
Se quel neosacerdote avesse dato una ripassatina alla Bibbia, avrebbe avuto modo di leggere che non è opportuno per i cristiani frequentare i pagani e assistere ai loro riti, poiché non può esservi unione tra la luce e le tenebre (2 Corinzi, 6,14), che i libri di arti occulte vanno bruciati (Atti, 19,19), che non si deve partecipare alle opere infruttuose delle tenebre, ma piuttosto condannarle apertamente (Efesini, 5,11-12), che idolatria e stregoneria sono opere della carne (Galati, 5,20), che bisogna separarsi da «chi esercita la divinazione, il sortilegio, l’augurio o la magia; da chi fa incantesimi, da chi consulta gli spiriti o gli indovini, e da chi interroghi i morti, perché chiunque fa queste cose è in abominio al Signore» (Deut. 18, 10-12). Più chiaro di così.

Halloween, il crisantemo opposto

Autore: Pozza, don Marco Curatore: Buggio, Nerella
Fonte: CulturaCattolica.it
sabato 1 novembre 2008

Halloween ("All Hallows'Eve day"), la festa più importante dell'anno per tutti i seguaci di Satana. Che, intelligentissimo, danza nascondendosi. Entra nelle scuole con feste e filastrocche in inglese, zucche e teste vuote. Passeggia nelle strade con "dolcetto o scherzetto" (in origine "maledizione o sacrificio")
Prospettive diverse, forse opposte. Sul davanzale di novembre crisantemi, cimiteri addobbati di luce, preghiere silenziose e composite: è la memoria che va cercando lo spazio del cuore per riannodare vecchi volti. Storie già partite. Frammenti di eternità nello scorrere del tempo. La solennità dei santi e la commemorazione dei defunti sono l'eco di un limite che all'uomo non è dato oltrepassare: il mistero tremendo e affascinante della morte.
Della conversazione tra cielo e terra. Tra tempo ed Eternità. Occasione di speranza per qualcuno: perché dopo la sorte toccata all'Uomo della Croce morire non è più assurdo e insignificante. Motivo d'angoscia per altri: perché quel limite richiama il senso della finitezza, dell'impotenza, del confine umanamente insormontabile. Del mistero.
E all'insormontabile qualcuno risponde con la magia, l'esoterismo, il fascino attraente dell'occulto. La bellezza dell'estremo. Il rischio della magia.
E' il benvenuto di Halloween ("All Hallows'Eve day"), la festa più importante dell'anno per tutti i seguaci di Satana. Che, intelligentissimo, danza nascondendosi. La sua migliore pubblicità. Entra nelle scuole con feste e filastrocche in inglese, zucche e teste vuote. Passeggia nelle strade con "dolcetto o scherzetto" (in origine "maledizione o sacrificio"), con maschere carnevalesche e campanelli suonati fuggendo. Viaggia nei pensieri con l'antica leggenda di Jack, il fabbro malvagio. Con la magia dei racconti, il fascino catodico degli horror cult. E dietro le zucche un'illusione: diventare più furbi del Diavolo. Per evitare il mondo degli inferi. Pipistrelli e gatti neri. La luna piena, le streghe e i fantasmi: l'alfabeto dell'occulto che ad Halloween trova cittadinanza onoraria. Con tanto di consegna di chiavi della città dell'anima.
Si legge trafugando nella Scrittura Sacra: "il mio popolo perisce per mancanza di conoscenza" (Osea 4,6). Anche l'Isaia profeta lanciava grida di battaglia contro chi mescola il bene col male confondendolo a proprio piacimento. E' legge sotterranea quella di soffocare nelle osterie della vita l'angoscia dell'esistenza. Dando credito al primo gatto-volpe che passa. Soprattutto quando il cuore non conosce custodia alcuna.

Così, decidendo di non pensare alla morte, l'uomo scende a patti con l'Avversario, il demone per eccellenza. Fino ad organizzargli una festa senz'accorgersi che il credito procuratosi è l'angoscia. Ma se l'uomo s'accorgesse, la Menzogna tradirebbe la sua intelligenza.
Oltre a rovinare la notte di Halloween.

Halloween 31 ottobre vigilia di Tutti i Santi.

Autore: Buggio, Nerella
Fonte: CulturaCattolica.it
martedì 30 ottobre 2007

8 milioni dicono le statistiche, gli italiani che renderanno onore alla festa delle streghe e delle zucche
Halloween pare avere conquistato anche gli italiani: 8 milioni dicono le statistiche, gli italiani che renderanno onore alla festa delle streghe e delle zucche.
Discoteche, ristoranti, tutto prenotato, come in altre feste “moderne”, non si può esimersi dal regalare un fiore o almeno un cioccolatino, anche con questa festa pare diventato indispensabile, divertirsi, festeggiare, mascherarsi.

Nelle scuole, ci si adegua, altro che la festa del caro "signor autunno", altro che festa di tutti i Santi, c’è sempre il rischio che qualcuno si offenda, qui si festeggiano le streghe, le zucche e fantasmi.

Sono in molti ad essere convinti che “NON C’E’ NULLA DI MALE”, è il consumismo bellezza e noi ne siamo affascinati, lo critichiamo, ma cediamo inermi davanti al suo fascino.

Pochi però, sanno che questa festa ha un aspetto esoterico, è la festa più importante delle sette sataniche, insomma, non si tratta solo di un carnevale aggiuntivo, ma di una festa che ha risvolti nel mondo dell’occulto e della magia.
Il 31 ottobre è una data importante non soltanto nella cultura celtica, ma anche nel satanismo. È uno dei quattro sabba delle streghe. I primi tre segnano il tempo per le stagioni "benefiche”, il quarto sabba marca l’arrivo dell’inverno e la "sconfitta" del sole: freddo, fame, morte.

In internet si discute:
dopo l’anatema contro la festa della vigilia di Ognissanti, lanciato da don Marino Bruno, insegnante di religione e parroco della Chiesa di Santa Maria delle Nasche, che sul settimanale cattolico di Genova «Il Cittadino», invitava le famiglie a disertare la festa di Halloween, i blogger si sono sbizzarriti, anche sul forum de La Stampa, la faccenda pare aver preso la solita piega, se qualcuno critica Halloween è bollato come cattolico conservatore e bigotto, dicono che la Chiesa critica questa festa perché ha soppiantato la SUA festa dei Santi e dei morti, insomma, come si trattasse di un affare di bottega, di “commercio” sleale.

La verità a mio avviso, è che queste feste si insediano dove c’è posto, in questo sì, sono diaboliche.
Vanno a riempire i vuoti, lasciati da chi per vari motivi ha dimenticato la tradizione, il senso di alcuni gesti millenari.

Una volta nessuno sarebbe andato al ristornate per Natale, era la festa della famiglia, della casa, oggi i ristoranti fanno il pienone, perché le case sono piccole, le famiglie disgregate e abbiamo dimenticato cos’è il Natale, chi si festeggia, e dunque se non sappiamo qual è il suo valore, perché faticare per nulla?

Così Halloween, si è insediata in un mondo che non sa più cos’è la vita, che teme la sofferenza e la delega agli ospedali, fugge la morte e la delega alle agenzie di pompe funebri, non si fanno più rosari o veglie per il defunto, perché non si crede più che valga la pena di affidarlo al cielo, si escludono i bambini dai riti legati alla morte pensando di alleviare le loro sofferenze ed invece, si rende loro estraneo un evento della vita, al quale dovrebbero essere educati.
Hallowen in fondo continua quella che sta diventando la “moderna tradizione”, la vita è faticosa, tanto vale non pensarci, votarsi al fatalismo, al divertimento…

E allora che fare?

Anziché lamentarci, e rimpiangere il passato, i bei tempi andati, in cui si mangiava il pane dei morti, le tradizioni dimenticate eccetera eccetera, riprendiamo ad educare e a educarci, riprendiamo a parlare dei Santi, a portarli ad esempio, riprendiamo confidenza con la morte che in fondo è un passaggio della vita, riscopriamo il valore del ricordo, della testimonianza di chi ci ha preceduto…

Non dimentichiamo, che nei prossimi anni tutte le feste cristiane correranno il rischio di essere “dissacrate”, perché non hanno difensori, non si difende ciò che non si conosce e non si ama.

IRC, festa di halloween e TdG

Autore: Incampo, Nicola
Fonte: CulturaCattolica.it © E-mail: nicola.incampo@culturacattolica.it
venerdì 24 ottobre 2008

Domanda

Vorrei avere delle notizie semplici ma esaustive, per la scuola primaria, riguardo alla festa di halloween: la storia, l'origine e poterla confrontare con la festa cristiana di Ognissanti. Inoltre, considerato che, per la prima volta nella mia carriera, una alunna testimone di Geova frequenta l'ora di religione per desiderio della stessa e con richiesta scritta dei genitori, ugualmente favorevoli, vorrei che mi consigliassi un sito adatto così potrò soffermarmi di più su questa religione e la potrò meglio confrontare con quella cristiana in particolare, ma anche con le altre.
Grazie.

Risposta

Qualche anno fa un gruppo di maestre della scuola Primaria si rifiutò di festeggiare con le relative classi quella carnevalata detta “festa di halloween”, perché non ha niente a che vedere con la fede cristiana che parla con rispetto dei defunti e dei Santi, oggetto peraltro dell’articolo del credo cattolico che parla di “risurazione dei morti” e di “vita eterna”.
Quanto poi alla scelta della bambina e dei suoi genitori di frequentare l’ora di religone cattolica, è il caso di segnalarlo all’ammirazione di chi rifiuta l’IRC per paura di fare una professione di fede.
Per te che sei preoccupata di confrontare fede cattolica e Testimoni di Geova, ti suggerisco di presentare i contenuti della prima anche visitando il nostro sito, ma senza confronti che caso in questione, per esperienza, ti assicuro che finiscono sempre in polemica.

La notte delle zucche

Autore: Buggio, Nerella
Fonte: CulturaCattolica.it
martedì 31 ottobre 2006

In questi giorni anche i panettieri espongono in vetrina dolci a forma di zucca, ma se chiedete alla gente per strada cosa si festeggia, capirete che le idee sono piuttosto confuse e non potrebbe che essere così, Halloween è una festa importata, un'occasione che è stata "adottata" non solo dai commercianti e dalle discoteche, ma anche dagli insegnanti che dimenticano con leggerezza le feste della tradizione e adottano con altrettanta leggerezza festività che non ci appartengono.

Su questo tema, Paolo Gulisano e Brid O'Neill hanno scritto un libro intitolato "LA NOTTE DELLE ZUCCHE" (Editrice Ancora, Milano 2006. Pag. 96 euro 7).

Vi riportiamo l'intervista di Giulio Giustozzi a Brid O'Neill:

Grandi zucche forate illuminate dall'interno; scheletri e cupe figure incappucciate; risate agghiaccianti e un ritornello ossessivo: dolcetto o scherzetto? Tutto questo è Halloween, una moda, una festa, una nuova consuetudine che si è imposta negli ultimi anni, grazie alla persuasività di cinema e televisione, dopo il pionieristico lavoro fatto da parte dei fumetti (ricordate Linus in perenne attesa del Grande Cocomero, tra la scettica perplessità di Snoopy?).
Ormai la festa di Halloween è entrata perfino nel mondo della scuola: non pochi sono gli istituti scolastici, dalla scuola primaria a quella superiore, dove gli insegnanti fanno festa insieme ai bambini, tra giochi e disegni.
Chi ormai più si ricorda, non solo tra i bambini e i giovani e a livello massmediatico popolare, la festività cristiana che Halloween va soppiantando: Ognissanti. Il 1 novembre, quando è ricordato nell'accezione cristiana dai mezzi di comunicazione, è praticamente confuso con la festività dei defunti, che cade in realtà il giorno dopo.
Eppure il nome Halloween altro non è che la storpiatura americana del termine - in inglese diIrlanda - All Hollows' Eve:
La vigilia di Ognissanti. Questa antichissima festa arrivò negli States insieme agli emigranti irlandesi, e là si radicò, per subire poi, in tempi recenti, una radicale trasformazione.
Ne parliamo con Brid O'Neill, studiosa irlandese, laureata ad Oxford, da anni trapiantata a Washington negli Stati Uniti dove lavora presso importanti istituti culturali cattolici. Brid circa un anno fa è venuta in contatto col nostro amico Paolo Gulisano, con il quale condivide la passione per Tolkien, Lewis e i miti celtici, e i due insieme hanno sfornato un libro ora disponibile: "La notte delle zucche", il primo testo del genere edito in Italia.

Paolo ci ha messo in contatto con lei, e dunque rivolgiamo alla studiosa irlandese alcune domande:

Cos'è Halloween? Perché è così di moda, ed è una moda pericolosa?
BRID
: Halloween è una festa dalle radici antichissime, ma negli ultimi anni ha avuto una certa evoluzione in senso consumistico ma allo stesso tempo esoterico. Da più parti, di fronte al crescere di questo fenomeno, si è cominciato a manifestare una certa preoccupazione: c'è chi vede in Halloween un ritorno a forme di "paganesimo", e chi invece un rito folkloristico e consumistico, una specandesi con la loro profonda devozione per i santi, un culto oltremodo fastidioso per la cultura dominante di derivazione puritana, che nella sua attuale versione secolarizzata ha deciso di scartare il senso cattolico di Ognissanti, trattenendo nella cosiddetta Halloween l'aspetto lugubre dell'aldilà, con i fantasmi, i morti che si levano dalle tombe, le anime perdute che tormentano quelli che in vita arrecarono loro danno: un aspetto che si tenta di esorcizzare con le maschere e gli scherzi.

Dagli schermi di Hollywood e dalle irrequiete città americane la messinscena di Halloween è arrivata così da qualche anno nella vecchia Europa:
"Ovviamente il vecchio continente non poteva rimanere a lungo senza adottare il nuovo "culto"; così vediamo diffondersi sempre di più da noi Halloween con il suo corteo di articoli più o meno macabri- teschi, scheletri, streghe- che non si propone come una forma di neopaganesimo, non come un culto esoterico, ma semplicemente come una parodia della religiosità cristiana autentica, a fini prevalentemente consumistici: vendere un po' di prodotti carnevaleschi in più, (il cosiddetto merchandising di Halloween) maschere, teschi, zucche, mantelli cappellacci e altro, nonché spazi pubblicitari nei film dell'orrore mandati sulle reti televisive.
Halloween è proposta commercialmente come una festa giovane, divertente, diversa, "trasgressiva"; ci si traveste da fantasma, strega o zombie e si balla nelle feste.

Ma allora si deve o no fare festa?
Halloween non può essere considerata semplicemente un fenomeno commerciale o un secondo Carnevale: è importante conoscere e saper valutare bene le sue radici culturali, e anche le implicazioni esoteriche che sono andate a sovrapporsi e a cavalcare ambiguamente questa ricorrenza. Si deve tornare alla dimensione autentica di questa festa, che è quella di Ognissanti. E' quello che io e l'amico Paolo Gulisano abbiamo cercato di fare".

Allora addentriamoci in questo libro, nella notte sacra della vigilia del 1 novembre, che è anche la Festa della Compagnia dei Tipi Loschi. La notte delle zucche, dei morti e dei Santi.


Quello che non ci dicono su Hallowen

di Giuliano Guzzo

L’affare è colossale - 300 milioni, euro più euro meno – e spazia dal traffico di zucche alla vendita di cappelli da strega, canini vampireschi e mille altre diavolerie.

Ma non è pecuniario, per quanto esorbitante, l’aspetto sul quale dovrebbero riflettere gli 8 milioni di italiani che tra poco festeggeranno Halloween, bensì religioso; anzi, diabolico. A dispetto delle buone intenzioni con le quali asili, scuole e persino parrocchie a breve apriranno le loro porte a quella che ritengono un’innocua carnevalata, l’appuntamento in questione, infatti, oltre ad essere l’inizio del calendario celtico, rappresenta anche la più importante festa delle sette sataniche. Parola di Anton Lavey (1930-1997), fondatore della Chiesa di Satana, il quale ha messo inoltre in chiaro come non ci sia alcuna “differenza fra magia “bianca” e “nera” tranne nella presuntuosa ipocrisia, presunta legittimità e autoinganno del praticante di magia “bianca” (A. Lavey, The Satanic Bible, New York 1969, p. 110).

Il 40% dei giovani che, secondo un’indagine di Telefono Antiplagio, festeggia la notte delle streghe con dichiarate simpatie verso il mondo magico è dunque avvertito: si rischiano brutti incontri. Gli scettici, come al solito, sorrideranno nel leggere queste righe, ma il pericolo è reale: il 16% delle persone avviate all’esoterismo - che poi è l’anticamera del satanismo - ha esordito, a detta del Servizio antisette della Comunità Papa Giovanni XXIII, proprio durante Halloween. Qualcosa vorrà pur dire. Non per nulla Doreen Irvine, prostituta passata per anni al satanismo e convertitasi poi al Cristianesimo, su Halloween è stata piuttosto esplicita: se i padri sapessero il significato di questa festa, ha detto, non la nominerebbero nemmeno davanti ai loro figli.

Non è un mistero, dopotutto, che il 31 ottobre cada uno dei quattro sabba, e non uno qualsiasi bensì il peggiore, quello più inquietante. Infatti, mentre i primi tre segnano i tempi delle stagioni "benefiche” – il risveglio della terra dopo l'inverno, il tempo della semina, il tempo della messe -, il quarto inaugura l’arrivo dell’inverno e, portando freddo, fame e morte, celebra la "sconfitta" del sole. Anche per questo la notte 31 ottobre, già capodanno dei Celti - che erano soliti celebrarla come la notte di Samhaim, alias “il Signore della morte, il Principe delle Tenebre”, convinti dell’apertura delle porte annwn (regno degli spiriti) e sidhe (regno delle fate) - è rimasto come il capodanno degli stregoni; di qui l’attivismo satanico fatto di incursioni nelle chiese, furti di ostie consacrate e roghi di rosari.

Com’è avvenuto un anno fa nella chiesetta di San Lorenzo a Tempio, in Sardegna, dove poco prima dell’alba dell’1 novembre un gruppo satanisti ha pensato bene di bruciare delle immagini sacre, poi rinvenute dai vigili del fuoco e del parroco locale, don Gianni Sini, guarda caso esorcista della diocesi. Nella cosiddetta “notte delle streghe” se la vedono brutta anche i felini, spesso vittime di inquietanti sacrifici: lo scorso autunno scorso, proprio in questi giorni, un esercito di volontari animalisti operativo in Lombardia, Toscana e Umbria ha tratto in salvo 71 gatti neri verosimilmente destinati ai rituali delle messe nere. Appare assai incauto, dunque, insistere con le bonarie minimizzazioni di Halloween, che di fatto con l’”All Hallows’Eve day” – letteralmente la “vigilia d’Ognissanti” – non c’entra nulla. E che, proprio per la sua natura di appuntamento quanto meno equivoco, merita d’essere guardato dai cristiani con particolare attenzione; e tenuta a debita distanza: «Guai a coloro che chiamano bene il male e male il bene, che cambiano le tenebre in luce e la luce in tenebre, che cambiano l’amaro in dolce e il dolce in amaro» (Isaia 5, 20).

Tutt’altra cosa, rispetto a quelle sin qui ricordate, è la Festa di Ognissanti. In origine l’idea fu di un monaco sassone, Alcuino di York, che volle cristianizzare all’insegna della santità e della comunione dei santi la già ricordata festa celtica di Samain. Un’intuizione teologica, questa, ripresa poi, su richiesta di Papa Gregorio IV, dall'imperatore Ludovico il Pio. Ma fu soltanto secoli dopo - precisamente nel 1475 – e grazie al pontefice Sisto IV, che la festività di Ognissanti divenne obbligatoria in tutta la Chiesa. E non mancarono, coi secoli, ulteriori metamorfosi, ma ciò che qui è importante ricordare è che quella di Ognissanti è una ricorrenza secolare, teologicamenteimportante, mentre l’Halloween che conosciamo oggi, oltre – e scusate se è poco - a fare il gioco dei satanisti, si configura come una festa commercializzata e diffusa solo recentemente: perfino le grandi enciclopedie - dall’Enciclopedia cattolica (1948-1954) al Grande Dizionario enciclopedico(1935), dal Grande Dizionario della lingua italiana (1972) alla Grande Enciclopedia universale Atlantica (1982) – fino a ieri la ignoravano. Oggi invece tutti la conoscono ma solo pochi, purtroppo, si rendono conto di che cosa sia veramente. Una ragione in più per aprire gli occhi alla gente, in particolar modo a chi ricopre il delicato compito di educatore e animatore dei più giovani. Che notoriamente sono il bersaglio preferito di chi ha le peggiori intenzioni.



Il Codice Halloween

Autore: Morganti, Adolfo Curatore: Mangiarotti, Don Gabriele
Fonte: CulturaCattolica.it
mercoledì 21 ottobre 2009

Come si sostituisce una farsa consumistica ad una festa cristiana. Con l'aiuto insostituibile della scuola.
Riportiamo queste interessanti riflessioni di un nostro amico, esperto di questi argomenti, nella speranza di una riflessione che aiuti tutti a valutare con serietà le implicazioni educative delle scelte che facciamo.
E così come ogni anno ci risiamo. Ma in effetti ogni anno è peggio. Il triste - perché totalmente ripetitivo - rituale consumistico di Halloween sta reiniziando a riempire non solo la nostra sopportazione, ma i manifesti del McDonald, le attività delle scuole, e persino molte sale parrocchiali. Mentre svuota le nostre tasche.
Attorno a quest'ultimo fatto (quante parrocchie "lasciano (quantomeno) organizzare" al proprio interno feste di Halloween?) c'è solo da rimarcare e stigmatizzare l'ignoranza religiosa che, soprattutto dentro la nostra chiesa particolare, grida scandalo sempre di più. In attesa che si intervenga.
Per quanto concerne l'orgia di consumismo infantile ed adolescenziale cui Halloween si riduce, nulla da dire: come ogni moda che giunge dagli USA, possiede evidentemente una capacità di condizionamento sociale che oltrepassa le capacità d'analisi razionale di troppi di noi; se è razionale andare in giro (parlo delle ed alle signorine) ad ombelico nudo nella stagione fredda, può essere accettabile anche travestirsi da zucche o fantasmi.
Ma nella scuola, momento centrale della formazione delle giovani generazioni, obbligo pubblico cui sono tenuti i nostri ragazzi fino ai 18 anni, non si può scherzare con l'ignoranza né prostituirsi a mode create per diffondere superstizione e far soldi.
E' semplicemente allucinante la prona e sorridente passività con cui questa moda culturale viene non solo accettata, ma attivamente promossa in troppe scuole pubbliche, dagli asili in su; come se fosse una moda neutra (e nessuna lo è) e come se non incidesse sui valori trasmessi. Ora, solo chi non conosce il grande potere della Festa può pensare una fesseria simile.
Halloween porta con sé un messaggio doppiamente negativo: acquiescenza totale al consumismo più sfrenato e marchiano (per favore, non si ciarli poi di "stili di vita" e di "maturità" dei ragazzi), e allenamento sistematico al peggiore dei relativismi, quello che volutamente confonde la Luce e l'Ombra, Dio e l'occulto, una cosa e il suo contrario.
Viene da rimpiangere il sano materialismo di 40 anni fa. Qui siamo al culto della parodia, all'inversione del sacro. E si tratta spesso di una scelta prettamente ideologica, da radicalismo di massa, finalizzata a terminare la distruzione della vita liturgica cristiana, sostituendo ad essa la migliore delle liturgie della modernità, quella della magia e del denaro. Halloween sta finendo di cancellare una festa familiare e religiosa così importante come la Festa dei Defunti. E guardate un po': nessuno leva la voce per protestare contro di essa in nome del rispetto delle altre religioni... Provate a vedere in quelle scuole che hanno cancellato in nome di un pluralismo imbecille e in malafede la presenza dei segni e delle feste cristiane se Halloween non viene semplicemente imposto dall'alto, leninisticamente, e per giunta difeso come "innocuo momento ludico ed educativo". Ma sappiamo bene che il gioco è cosa serissima, così come l'educazione. Non ci si prenda ancora in giro.
Buttiamo a mare le zucche. Diamo fuoco agli stracci stregoneschi e alle maschere di plasticaccia cinese. E dopo averlo fatto, andiamo a raccontarlo ai nostri morti tornando a trovarli ove riposano in attesa della Resurrezione della carne. Ci daranno ragione: loro sì che se ne intendono.

Abbiamo pubblicato un DVD sull'Agnello Mistico di Van Eyck, di sr. Maria Gloria Riva. Mostra, attraverso un capolavoro fiammingo, il senso cristiano della festa di Ognissanti. Chi fosse interessato lo può richiedere a noi oppure all'Editore.

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Il Cardinale Camillo Ruini sulla Sfida Educativa. Audio e download

Il Cardinale Camillo Ruini, Presidente del Progetto Culturale della Chiesa italiana, ha inaugurato a Spoleto, venerdì 23 aprile, la nuova iniziativa dell’Archidiocesi “Dialoghi del venerdì”. In un auditorium dell’Istituto per Sovrintendenti della Polizia di Stato “Rolando Lanari” gremito – la sala è da quasi 500 posti, tutti occupati – il porporato ha parlato della sfida educativa che la società è chiamata a compiere.

Continua a leggere su sito dell‘Arcidiocesi di Spoleto – Norcia

Ascolta l’incontro

Il player seguente sarà attivo per pochi giorni, in seguito sarà possibile scaricare il file da questo link.

Fonte: Radio Radicale

Cristiani perseguitati, il dramma dimenticato

Radio Formigoni intervista Rodolfo Casadei sul libro di René Guitton:

Prendendo spunto dalla pubblicazione del libro di Renè Guitton, edito da Lindau, "Cristianofobia, la nuova persecuzione" , mercoledì 14 Aprile, presso il Centro Culturale di Milano si svolgerà l'incontro "Cristiani perseguitati, il dramma dimenticato" . Parteciperanno l'autore, il prof. Samir Khalil Samir dell'Università di Saint Joseph di Beirut e Rodolfo Casadei, prestigioso inviato del settimanale Tempi.
E proprio a Casadei abbiamo chiesto di introdurci sia al libro che all'incontro.

Comunicato stampa del Centro Culturale di Milano


Articolo di Souad Sbai su Libero: "Il Marocco espelle i cristiani"

La Corte di Strasburgo colpisce ancora:sì alla fecondazione eterologa

Ticket per Bruxelles
Dal Parlamento Europeo per radioFormigoni. A cura di
Giorgio Salina

Dopo la spericolata sentenza sui crocifissi, la Corte europea dei diritti dell'uomo di Strasburgo
, ne ha infilata un'altra che farà discutere il mondo politico e darà fiato agli oppositori della Legge 40, quella che in Italia regolamenta la fecondazione artificiale. Ecco i fatti, che possono mettere in forse il risultato del referendum indetto nel 2005:


Messa di Pasqua: notazione gregoriana e mp3 dei canti

Dal collegamento che segue è possibile accedere alla notazione gregoriana della Messa di Pasqua e agli mp3 dei canti, tratti da Christus Rex. Di seguito sono proposti invece files mp3 degli stessi canti (eccetto l’ ite missa est, al solito scaricabili in blocco o ascoltabili direttamente dal sito ed eventualmente scaricabili ad uno) di qualità migliore, che per quanto riguarda graduale e alleluia sono nella versione “Chants Abreges” dei benedettini di Solesmes, più semplice da eseguire rispetto alla versione originele del Graduale Romanum ma perfettamente idonea all’uso liturgico. Ovviamente viene fornuta anche la notazione gregoriana opportunamente variata.

Scarica Introito: Resurrexi

Scarica Graduale: Haec dies…

Scarica Alleluia: Pascha nostrum

Scarica Sequenza: Victimae paschali laudes

Scarica Offertorio: Terra tremuit

Scarica Communio: Pascha nostrum



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L'inguaribile voglia di vivere. Puntata di «Radio anch'io» del 9 marzo da non perdere. Audio e download

Ho ascoltato la trasmissione «Radio anch'io» del 9 marzo 2010: è stata una esperienza finalmente straordinaria. Grazie a chi l'ha curata, e alle testimonianze raccolte. Non posso che invitare tutti ad ascoltarla,e a diffonderla. Credo che chi insegna nelle scuole possa invitare i propri alunni ad ascoltarla. Ne potrà nascere una novità di vita.
Martedì 9 marzo, cinque dei soci fondatori del nascente club "L'inguaribile voglia di vivere" hanno partecipato alla popolare trasmissione radiofonica "Radio anch'io", condotta da Ruggero Po su Radio 1 RAI.
Sono intervenuti Giovanni Battista Guizzetti, Fulvio De Nigris, Massimo Pandolfi, Ron e Mario Melazzini. Si parlava di stati vegetativi e, oltre a portare importanti e toccanti testimonianze di Vita, si sono dette molte cose interessanti.
Per gentile concessione di "Radio anch'io" (che ringraziamo nella persona del suo conduttore, Ruggero Po), ecco la registrazione della puntata: da non perdere!



Don Giussani ci svelò il segreto della Realtà

TU ES PETRUS. Don Giussani ci svelò il segreto della Realtà





22 Febbraio 2010: cinque anni dalla scomparsa di don Luigi Giussani. Per ricordare la figura e l'opera di questo Maestro di Fede, abbiamo chiesto a don Gabriele Mangiarotti, responsabile del prestigioso sito Cultura Cattolica.it, la testimonianza di chi ha riconosciuto in lui la guida di una vita innamorata di Cristo e della Sua misteriosa presenza in mezzo agli uomini: la Chiesa.




"In cosa consiste questo su cui sto costruendo la festa della mia vita?". Il 2°movimento della VII di Beethoven, la sinfonia dell'umana esistenza


vorrebbe un tempo Allegretto




Quando nella storia della musica si dice tempo Allegretto viene subito in mente il II Movimento della VII Sinfonia di Beethoven (1813).

È questo l’Allegretto per eccellenza, con il suo ritmo ben scandito, con il suo crescendo inarrestabile, con la sua linea melodica trascinante.

La VII Sinfonia è gioiosa forza vitale che prorompe irresistibile e si esprime in ritmi di danza.
La stessa tonalità di La Maggiore in cui è scritta, la tonalità della gioia più luminosa, ci fa capire che Beethoven vuole erigere un monumento alla vita stessa.

E ci riesce perfettamente.

L’Allegretto, incastonato tra movimenti più vivaci, è come una pausa riflessiva, annunciata dall’accordo inziale di La minore, che sembra dare un tono di velata tristezza.

In realtà il ritmo e il crescendo fanno capire che si tratta di una progressiva conquista della gioia e della pace interiore. Il peso del negativo viene superato in una vittoriosa ascesa verso la luce.

Era un brano particolarmente amato da D. Lorenzo Milani, che lo ascoltava in particolare quando il dolore della sua malattia si faceva maggiormente sentire.

In effetti, l’ascolto del brano dà profonda serenità interiore.

Il video purtroppo è carico di pubblicità (di suo); ma ho scelto questo perché, nonostante tutto, è una registrazione accettabile.


Il Giorno della Memoria: Vasilij Grossman, la Shoah e Stalin -

intervista ad Adriano Dell'Asta


In occasione dell'annuale "Giornata della Memoria" si è svolto a Milano a cura de "Il Giardino dei Giusti" voluto dall'intellettuale e scrittore Gabriele Nissim, un incontro che ha ricordato tre figure, tre testimoni che in ambiti diversi hanno vissuto la tragedia della violenza del totalitarismo, sia esso nazista che comunista. I nomi: Marek Edelman, ebreo polacco, Guelfo Zamboni, console italianoche salvò centinaia di ebrei dai nazisti, e Vasilij Grossman, scrittore russo che combattè la censura antisemita di Stalin. Proprio di Grossman abbiamo chiesto al prof.Adriano Dell'Asta, docente di letteratura russa all'Università Cattolica di Milano, di tratteggiarne la figura:



ELDORADO: I libri son tesori. "Non smetteremo di danzare"





Il 27 Gennaio l'Europa celebra il Giorno della Memoria. Si ricorda, cioè, la Shoah, lo sterminio del popolo ebraico per mano nazista. Ma lo sguardo storico si allarga anche a luoghi e tempi diversi.
Giulio Meotti, giornalista, collaboratore de "Il Foglio", ha pubblicato per le edizioni Lindau, una raccolta di storie, in un volume dal titolo "Non smetteremo di danzare". Le storie mai raccontate dei martiri d'Israele. Lo abbiamo intervistato:



Il Giorno della Memoria, pensando ai nostri figli - intervista a Guido Guastalla





Tra gli incontri organizzati per celebrare "Il giorno della Memoria", di grande importanza quello alla Camera dei Deputati a Montecitorio.
Hanno presieduto il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, quello della Camera Gianfranco Fini ed il Premier Silvio Berlusconi, che hanno accolto con emozione Eli Weisel, ex internato ad Auschwitz e Premio Nobel per la Pace nel 1986.
Abbiamo intervistato Guido Guastalla, assessore alla Cultura della Comunità Ebraica di Livorno, che è stato spettatore dell'incontro, che ci ha ricordato come solo la poesia aiuta l'uomo a non dimenticare.:




Roma e i suoi significati . La peculiare natura dei rapporti tra Chiesa e Stato in Italia. Studio e intervista audio a Luigi Amicone

di Giuseppe Dalla Torre

"Siamo in un momento in cui noi costituenti della Repubblica italiana dobbiamo votare nell'interesse della Nazione e nell'interesse della Repubblica. Dobbiamo votare in modo che sia fatto appello al mondo libero degli Stati, al mondo che anche io so e dico che ci guarda. Il mondo che ci guarda si preoccupa che qui si crei una Costituzione di uomini liberi; il grande mondo cattolico si preoccupa che qui la Repubblica nasca in pace e in amicizia col Pontefice romano". Così Alcide De Gasperi, che pur aveva a suo tempo mosso critiche alla stipula dei Patti Lateranensi, il 25 marzo 1947, nel suo primo e unico intervento in Assemblea Costituente a favore dell'articolo 7 della Costituzione in fase di elaborazione.
Nelle espressioni stringate e prive d'ogni retorica dell'uomo politico democristiano si coglie, tra le altre, la lucida percezione della peculiarità dei rapporti tra Stato e Chiesa in Italia, data da una dimensione al tempo stesso nazionale e internazionale.
I rapporti con la Chiesa cattolica sono, per ogni Stato, una "questione nazionale", per il semplicissimo fatto che la Chiesa si incarna in Chiese particolari, che vivono nel territorio di ciascuno Stato e operano a vantaggio di soggetti che si trovano su quel dato territorio e sono destinatari dei comandi del relativo ordinamento. Nel caso italiano peraltro tale questione nazionale assume un rilievo e dei connotati del tutto diversi per il fatto che in Italia, e solo in Italia, essa si pone sotto un duplice profilo: alla disciplina, secondo quanto avviene altrove, della porzione di popolo di Dio che è in Italia, si aggiunge la disciplina - e questo è invece un unicum - dei rapporti con la Santa Sede, cioè con l'ufficio del Pontefice, che è vescovo di Roma ma che ha la responsabilità del governo della Chiesa universale.
C'è, dunque, una "questione" tutta italiana e solo italiana dei rapporti tra Chiesa e Stato: in ragione - come dice l'articolo 2 dell'accordo di revisione del Concordato del 1984 - del "particolare significato che Roma, sede vescovile del Sommo Pontefice, ha per la cattolicità"; ma anche in ragione del fatto che la Santa Sede è colta, nel concerto delle potenze statuali, come una "potenza morale" la cui esistenza non può essere da loro ignorata.
A ben vedere, però, la peculiarità della situazione italiana non è data solo dal fatto dello sdoppiamento di piani sui quali si pone il problema dei rapporti fra la Chiesa e lo Stato, vale a dire la disciplina giuridica della Chiesa che è in Italia e la disciplina giuridica della condizione della Santa Sede; essa è data anche dal fatto che la condizione giuridica riservata alla Santa Sede non è una questione esclusivamente interna allo Stato italiano, ma è una questione di intuibile e ben nota rilevanza internazionale. In qualche modo paradossalmente la "questione" dei rapporti tra Chiesa e Stato in Italia è, per dir così, una "questione nazionale" anche e proprio perché riveste una dimensione che trascende i confini del Paese.
Come bene mostra un volume di Roberto Pertici presentato nei giorni scorsi al Senato - Chiesa e Stato in Italia. Dalla Grande Guerra al nuovo Concordato (1914-1984) (Bologna, il Mulino, 2009, pagine 896, euro 55) - questa "nazionalità" della questione, o se si vuole la volontà politica di trovare una soluzione nazionale ai peculiari problemi internazionali posti dalla presenza della Santa Sede in Italia, fu un dato lucidamente avvertito già all'indomani del 20 settembre 1870 dai politici liberali, che cercarono conseguentemente una soluzione con la legge delle Guarentigie del 1871. Così come la necessità di una soluzione nazionale, quindi raggiunta per autonoma determinazione dello Stato e non per imposizione straniera, fu l'elemento ispiratore sia dei tentativi di conciliazione degli ultimi governi liberali, in particolare dei rapporti tra Vittorio Emanuele Orlando e monsignor Bonaventura Cerretti a Parigi nel 1919, sia della composizione escogitata con i Patti Lateranensi da un fascismo ben consapevole del carattere nazionale ma al tempo stesso internazionale della questione, e determinato a non farsene espropriare la soluzione. In definitiva anche la soluzione costituzionale delineata nel 1946-47, e sfociata nell'articolo 7, è riprova della continuità di una linea di politica ecclesiastica diretta a far sì che, pur rivestendo una innegabile rilevanza internazionale, la questione dei rapporti tra Stato e Chiesa cattolica dovesse essere risolta per iniziativa propriamente italiana. Lo fa capire il passo, sopra citato, di De Gasperi; lo dimostrano diversi interventi, sia della maggioranza che della opposizione, in sede di Assemblea Costituente.
Bisogna riconoscere che a tale linea di politica ecclesiastica seguita con indubbia costanza dal 1870 al 1948, nonostante le differenti soluzioni prospettate o raggiunte nei diversi momenti storici da distinte posizioni politiche, ha risposto, quasi specularmente, una analoga linea di politica ecclesiastica della Santa Sede. Basti pensare alle dichiarazioni autorizzate fatte dal presidente dell'Unione popolare, nel 1913, a conclusione della viii Settimana sociale dei cattolici italiani, in cui si auspicava tra l'altro la soluzione della Questione romana "per costituzionale volontà del Paese, da parte dello Stato, senza che la sua civile sovranità ne sia compromessa"; concetto poi ripreso ufficialmente, due anni dopo, dal segretario di Stato di Benedetto xv, il cardinale Pietro Gasparri. Ma si pensi anche all'atteggiamento tenuto dalla Santa Sede nel non lasciarsi sedurre, durante i difficili anni della prima guerra mondiale, da proposte tese a espropriare l'Italia di una questione propriamente sua come il piano Mulert-Eners, per la internazionalizzazione della Questione romana, o il progetto di Mattia Erzberger, per la ricostituzione di uno Stato della Chiesa.
Lo stesso atteggiamento fu tenuto dalla Santa Sede alla fine del secondo conflitto mondiale, quando con l'articolo 15 del Trattato di pace del 1947 e l'articolo XI del Trattato di amicizia, commercio e navigazione tra Italia e Stati Uniti del 1948, furono imposte all'Italia precise garanzie in materia di libertà religiosa. Giova ricordare al riguardo le preoccupazioni che, negli anni immediatamente successivi alla fine della guerra, agitavano ambienti politici italiani non solo per l'emergere, nel mondo politico americano e irlandese, di generici orientamenti diretti a una internazionalizzazione delle garanzie da assicurarsi alla Santa Sede; ma soprattutto in relazione a più precisi e corposi progetti, come quello presentato dal neoambasciatore di Francia presso la Santa Sede Jacques Maritain al ministro degli Esteri del suo governo, Bidault, prevedente sia un eventuale allargamento territoriale dello Stato della Città del Vaticano, sia anche, e innanzitutto, la sostituzione del Trattato Lateranense con uno Statut vraiment international che garantisse gli interessi della comunità internazionale a una "disitalianizzazione" della questione della libertà e indipendenza della Santa Sede.
Se è pensabile che la Santa Sede si possa essere allora riferita a tali orientamenti di esponenti delle potenze vincitrici - diretti a una internazionalizzazione della questione della propria indipendenza - per premere sull'Italia ai fini di una recezione in Costituzione dei Patti Lateranensi, è certo tuttavia che non era questo l'obbiettivo politico cui mirava. Anche questa volta, infatti, la Santa Sede non intese far espropriare all'Italia una questione propriamente italiana e spinse di nuovo per quella soluzione nazionale, che fu raggiunta con l'inserimento in Costituzione dei Patti Lateranensi.
Dunque con l'approvazione, col voto significativo del Partito comunista, dell'articolo 7 della Costituzione, contenente il riconoscimento della sovranità della Chiesa nel proprio ordine e il richiamo ai Patti Lateranensi, l'Italia confermava di voler continuare a risolvere con un atto di sovrana deliberazione le peculiarità dei suoi rapporti con la Chiesa cattolica, che pure hanno una intrinseca rilevanza internazionale. Di qui il significato politico della larghissima maggioranza con cui l'articolo 7 venne approvato; larghissima maggioranza che di nuovo tornò, oltre trent'anni dopo, con l'approvazione parlamentare dell'Accordo di Villa Madama del 1984, con cui si apportarono modifiche al Concordato del Laterano.
Ma quell'ampio consenso sull'articolo 7, col suo disposto riguardante la duplice prospettiva delle relazioni dello Stato con la Chiesa, manifestava al tempo stesso consapevolezza e condivisione della inseparabilità della duplice questione soggiacente: come aveva detto Pio XI quasi all'indomani dell'11 febbraio 1929, Trattato e Concordato simul stabunt, simul cadent.


(©L'Osservatore Romano - 22 gennaio 2010)


Craxi e i cattolici, storia di un confronto - intervista a Luigi Amicone

Da Radio Formigoni:


In questi giorni di rievocazioni, polemiche e riflessioni, riguardo la figura di Bettino Craxi nella storia politica italiana, a dieci anni dalla sua scomparsa, nessuno ha ancora parlato del rapporto della politica craxiana con il mondo cattolico, in special modo con quella espressione che aveva come megafono comunicativo il settimanale "Il Sabato".
Furono polemiche, e non di poco conto, a cavallo tra gli anni '80 e '90, all'interno anche del variegato mondo ecclesiale.
Ne parliamo con Luigi Amicone, allora giovane giornalista, oggi direttore del settimanale Tempi: